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Buio, freddo e stelle

Buio pesto, un freddo polare e le stelle in cielo. Se a questi tre ingredienti si aggiunge anche un laghetto ghiacciato, in quel di Montegrino Valtravaglia, abbiamo il necessario per qualche scatto interessante. La mancanza di luce costringe a tempi di scatto lunghi ed ecco allora che bisogna armarsi di pazienza e di un rimedio al freddo (appunto: ricordarsi di portare il giubbotto pesante e mettere due paia di calzini la prosima volta). Trigger per lo scatto remoto in posa B, che ci permette di andare ad eseguire esposizioni superiori a 30 secondi, la difficoltà in questi casi è la messa a fuoco e la composizione. Se c’è abbastanza luce per comporre la scena guardando nell’oculare, è difficile che la macchina riesca a mettere a fuoco in modo automatico.

Canon EOS 60d Canon EF 17-40 @17mm f/4 ISO 100 127sec
Canon EOS 60d Canon EF 17-40 @17mm f/4 ISO 100 127sec
Canon EOS 60d Canon EF 17-40 @17mm f/4 ISO 400 81sec
Canon EOS 60d Canon EF 17-40 @17mm f/4 ISO 400 81sec

Basta un’unica fonte di luce che, filtrata dai rami degli alberi, riesce a ricreare un’atmosfera particolarmente “thriller” alla scena: i riflessi del laghetto completano l’opera.

Le luci della sera

Quando siamo soli, al buio, basta aspettare. Perchè il buio, per quanto pesto, qualche luce ce l’ha sempre. Magari è il LED della nostra sveglia appoggiata sul comodino, magari sono i lampioni di un paese lontano o più semplicemente sono le stelle, che di recente ho provato a cominciare a fotografare.

Anche l’incessante andirivieni del moto onduoso di un lago quanto mai calmo viene uniformato da uno sguardo che è paziente e memorizza, secondo dopo secondo, ogni movimento dell’acqua. Luci che si stendono come pennellate colorate su tela, dipingono la superficie di un lago nero come il carbone.

Canon EOS 60d Canon EF 17-40 @17mm f/4 ISO 100 139sec
Canon EOS 60d Canon EF 17-40 @17mm f/4 ISO 100 139sec

Dal punto di vista puramente tecnico si tratta di una lunga esposizione, su treppiede, con tempo di scatto pari a 139 secondi. Impostata la posa B e un’apertura focale di 4, al fine di massimizzare la scia delle stelle nel cielo, non resta che attendere. L’unica difficoltà, in condizioni di luce simili, oltre a resistere al freddo, è rappresentata dalla messa a fuoco. Se avete una fotocamera con live view, sarà sufficiente inquadrare una luce e regolare allora la messa a fuoco. Una volta a fuoco impostare la messa a fuoco manuale e non toccare nulla. Qualora non fosse presente il live view, l’operazione sarà identica, solo da eseguire attraverso il mirino.

Primi scatti alle stelle

Ci accompagnano ogni sera, e magari non ce ne accorgiamo, per un motivo o per un altro. Magari sono oscurate dalle luci della città, magari sono nascoste dalle nuvole che ci sovrastano o più semplicemente è troppo che non alziamo gli occhi al cielo per osservarle. Sono lì, ci sono sempre state e sempre ci saranno. Ci sono da prima che ci fossi io e ci hanno guidato per secoli: punti di riferimento nel cielo che ci indicano la via. Oggi ci sono i GPS. E più si fissa lo sguardo nel cielo e più puntini appaiono, come se venissero richiamati dagli occhi volti verso l’alto. Come se, per magia, si accendessero lentamente.

Canon EOS 60d Canon EF 17-40 @17mm f/6,3 ISO 640 HDR
Canon EOS 60d Canon EF 17-40 @17mm f/6,3 ISO 640 HDR

Dal punto di vista puramente tecnico, si tratta di uno dei primi scatti che faccio alla volta stellata: sono due scatti uniti, nel tentativo di massimizzare la resa della scia degli astri. Un primo scatto di 10 secondi e un secondo di 20 mi hanno permesso di raccogliere abbastanza dati nel cielo e ricostruire così le stelle. Purtroppo però, l’illuminazione degli alberi presenti nella parte bassa della scena ha portato a bruciare alcuni dettagli degli stessi. Primi esperimenti che spero di poter realizzare con maggior precisione prossimamente.