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El Nebiùn

A Milano, quando c’è la nebbia non si vede.
Perbacco… e chi la vede?
Cosa?
Questa nebbia, dico?
Nessuno.
Ma, dico, se i milanesi, a Milano, quando c’è la nebbia, non vedono, come si fa a vedere che c’è la nebbia a Milano?
No, ma per carità, ma quella non è una cosa che si può toccare.
Ah, ecco.
Non si tocca… non si tocca.

Ogni volta che la nebbia salta fuori mi viene in mente questo famoso sketch di Totò e Peppino De FIlippo, in “Totò, Peppino e… la malafemmina”. Una cosa così strana, spesso odiata, ma che alla fine rappresenta una delle caratteristiche di milano e dintorni. E nei giorni passati, nebbia ce n’è stata, parecchia.

Canon EOS 60d CZJ DDR 35mm f/11 ISO 100 HDR
Canon EOS 60d CZJ DDR 35mm f/11 ISO 100 HDR
Canon EOS 60d CZJ DDR 35mm f/8 ISO 100 HDR
Canon EOS 60d CZJ DDR 35mm f/8 ISO 100 HDR
Canon EOS 60d CZJ DDR 35mm f/11 ISO 100 HDR
Canon EOS 60d CZJ DDR 35mm f/11 ISO 100 HDR
Canon EOS 60d CZJ DDR 35mm f/14 ISO 100 HDR
Canon EOS 60d CZJ DDR 35mm f/14 ISO 100 HDR

Dalle campagne attorno ad Assago, ancora prive di ogni forma di barriera architettonica, di nebbia se ne sprigiona in quantità industriali, nascondendo alberi, campi e case. Lo spettacolo che ne risulta è un’atmosfera cupa.

Negli scatti sopra proposti mi sono appoggiato alla tecnica HDR, per avere la massima gamma dinamica: in questo modo sono sicuro di non perdere dettagli e di poter gestire, in post-produzione, al meglio la luce bilanciando il tutto. Di fondamentale importanza è risultata anche la maschera di contrasto selettiva, che mi ha permesso di mettere in evidenza i dettagli degli elementi che sbucano dalla nebbia, non andando però ad aumentare il rumore e la fuoriuscita di eventuale grana dai banchi di nebbia.

Da soli, nella nebbia

Giornate cariche di nebbia avvolgono la provincia di Milano, nascondendo ogni cosa. Una coltre spessa e grigia, morbida si adagia su campi e prati nascendo dal nulla e schermando anche il sole. Un grigiore diffuso che offre però la possibilità di osservare sotto una prospettiva alternativa realtà già conosciute, che possono così acquisire un nuovo fascino con la nebbia.

Già perchè con la nebbia bisogna prestare attenzione mentre ci si muove, in macchina o a piedi: una attenzione cui non siamo abituati e che ci permette, in alcuni casi, di scoprire cose nuove. Ed è così che mi si staglia, confusa all’orizzonte, una sagoma poco definita. In un campo, lasciato a riposare per l’inverno, solitaria passa il tempo una cicogna. Magari persa, magari confusa, o semplicemente a riposo mi vede e accetta la mia presenza. Purchè non mi avvicini troppo.

È come se la nebbia la facesse sentire più al sicuro, abbracciandola e cullandola. La foto a seguire.

Canon EOS 60d ISO 400 Sigma 150-500 @500mm f/9 1/800 sec
Canon EOS 60d ISO 400 Sigma 150-500 @500mm f/9 1/800 sec

I giorni di pioggia e carichi di umido non hanno di certo contribuito a mantenere candido il piumaggio di questo esemplare che sembra, sommariamente, aver vissuto giorni migliori. Ma magari l’ho solo colto in un momento no, intento a pensare e poco propenso al presentarsi in grande smalto.