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	<title>Gabriele&#124;Burgazzi &#187; hdr</title>
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		<title>Abbandonati a Dicembre</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Dec 2011 12:32:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In un Dicembre ancora troppo caldo, che il vero freddo ancora non l&#8217;ha portato, che il ghiaccio ancora non l&#8217;ha steso sulle foglie e sugli alberi, ogni cosa è lì che attende. Attende tempi migliori, attende che il sole torni &#8230; <a href="http://gabrieleburgazzi.com/abbandonati-a-dicembre/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In un Dicembre ancora troppo caldo, che il vero freddo ancora non l&#8217;ha portato, che il ghiaccio ancora non l&#8217;ha steso sulle foglie e sugli alberi, ogni cosa è lì che attende. Attende tempi migliori, attende che il sole torni a scaldare e spera che questo momento, freddo, grigio e triste, passi il più in fretta possibile. </p>
<p>Alberi spogli e campi che raccolgono le foglie un tempo vive attendono che la neve si posi su di loro, rivestendo ogni cosa. Un timido sole tramonta troppo presto, lasciando lunghe ore di buio.</p>
<div id="attachment_759" class="wp-caption aligncenter" style="width: 710px"><a href="http://gabrieleburgazzi.com/abbandonati-a-dicembre/abandon_scenario/" rel="attachment wp-att-759"><img src="http://gabrieleburgazzi.com/wp-content/uploads/2011/12/abandon_scenario.jpg" alt="Canon EOS 60d Tamron 10-24 @10mm f/16 ISO 100 HDR" title="abandon_scenario" width="700" height="467" class="size-full wp-image-759" /></a><p class="wp-caption-text">Canon EOS 60d Tamron 10-24 @10mm f/16 ISO 100 HDR</p></div>
<p>Un edificio con il tetto bruciato si staglia ancora imponente, non curandosi dell&#8217;aspetto poco presentabile. Lì sta, dove è sempre stato, dove è nato e dove rimarrà fino alla fine dei suoi giorni; un letto di granoturco mietuto lo circonda.</p>
<div id="attachment_760" class="wp-caption aligncenter" style="width: 710px"><a href="http://gabrieleburgazzi.com/abbandonati-a-dicembre/abandon_scenario_2/" rel="attachment wp-att-760"><img src="http://gabrieleburgazzi.com/wp-content/uploads/2011/12/abandon_scenario_2.jpg" alt="Canon EOS 60d Tamron 10-24 @14mm f/12 ISO 100 HDR" title="abandon_scenario_2" width="700" height="467" class="size-full wp-image-760" /></a><p class="wp-caption-text">Canon EOS 60d Tamron 10-24 @14mm f/12 ISO 100 HDR</p></div>
<p>Come sempre, anche dietro casa, si nascondono paesaggi inaspettati, che mai balzerebbero all&#8217;occhio in altri frangenti: troppo spesso ci si sposta da un punto all&#8217;altro senza considerare il viaggio, ma solo rendendo questo il più veloce possible. Peccato, perchè le campagne di Assago hanno molto da regalare.</p>
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		<title>El Nebiùn</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Nov 2011 13:11:21 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[fotografia]]></category>
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		<category><![CDATA[nebbia]]></category>

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		<description><![CDATA[A Milano, quando c&#8217;è la nebbia non si vede. Perbacco&#8230; e chi la vede? Cosa? Questa nebbia, dico? Nessuno. Ma, dico, se i milanesi, a Milano, quando c&#8217;è la nebbia, non vedono, come si fa a vedere che c&#8217;è la &#8230; <a href="http://gabrieleburgazzi.com/el-nebiun/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>A Milano, quando c&#8217;è la nebbia non si vede.<br />
Perbacco&#8230; e chi la vede?<br />
Cosa?<br />
Questa nebbia, dico?<br />
Nessuno.<br />
Ma, dico, se i milanesi, a Milano, quando c&#8217;è la nebbia, non vedono, come si fa a vedere che c&#8217;è la nebbia a Milano?<br />
No, ma per carità, ma quella non è una cosa che si può toccare.<br />
Ah, ecco.<br />
Non si tocca&#8230; non si tocca.</em></p>
<p>Ogni volta che la nebbia salta fuori mi viene in mente questo famoso sketch di Totò e Peppino De FIlippo, in &#8220;Totò, Peppino e&#8230; la malafemmina&#8221;. Una cosa così strana, spesso odiata, ma che alla fine rappresenta una delle caratteristiche di milano e dintorni. E nei giorni passati, nebbia ce n&#8217;è stata, parecchia.</p>
<div id="attachment_739" class="wp-caption aligncenter" style="width: 710px"><a href="http://gabrieleburgazzi.com/el-nebiun/campagna_nebbione/" rel="attachment wp-att-739"><img src="http://gabrieleburgazzi.com/wp-content/uploads/2011/11/campagna_nebbione.jpg" alt="Canon EOS 60d CZJ DDR 35mm f/11 ISO 100 HDR" title="campagna_nebbione" width="700" height="467" class="size-full wp-image-739" /></a><p class="wp-caption-text">Canon EOS 60d CZJ DDR 35mm f/11 ISO 100 HDR</p></div>
<div id="attachment_740" class="wp-caption aligncenter" style="width: 710px"><a href="http://gabrieleburgazzi.com/el-nebiun/thegate_indafog/" rel="attachment wp-att-740"><img src="http://gabrieleburgazzi.com/wp-content/uploads/2011/11/thegate_indafog.jpg" alt="Canon EOS 60d CZJ DDR 35mm f/8 ISO 100 HDR" title="thegate_indafog" width="700" height="469" class="size-full wp-image-740" /></a><p class="wp-caption-text">Canon EOS 60d CZJ DDR 35mm f/8 ISO 100 HDR</p></div>
<div id="attachment_741" class="wp-caption aligncenter" style="width: 710px"><a href="http://gabrieleburgazzi.com/el-nebiun/gudo_nebbia/" rel="attachment wp-att-741"><img src="http://gabrieleburgazzi.com/wp-content/uploads/2011/11/gudo_nebbia.jpg" alt="Canon EOS 60d CZJ DDR 35mm f/11 ISO 100 HDR" title="gudo_nebbia" width="700" height="467" class="size-full wp-image-741" /></a><p class="wp-caption-text">Canon EOS 60d CZJ DDR 35mm f/11 ISO 100 HDR</p></div>
<div id="attachment_745" class="wp-caption aligncenter" style="width: 710px"><a href="http://gabrieleburgazzi.com/el-nebiun/endless_road/" rel="attachment wp-att-745"><img src="http://gabrieleburgazzi.com/wp-content/uploads/2011/11/endless_road.jpg" alt="Canon EOS 60d CZJ DDR 35mm f/14 ISO 100 HDR" title="endless_road" width="700" height="467" class="size-full wp-image-745" /></a><p class="wp-caption-text">Canon EOS 60d CZJ DDR 35mm f/14 ISO 100 HDR</p></div>
<p>Dalle campagne attorno ad Assago, ancora prive di ogni forma di barriera architettonica, di nebbia se ne sprigiona in quantità industriali, nascondendo alberi, campi e case. Lo spettacolo che ne risulta è un&#8217;atmosfera cupa.</p>
<p>Negli scatti sopra proposti mi sono appoggiato alla tecnica HDR, per avere la massima gamma dinamica: in questo modo sono sicuro di non perdere dettagli e di poter gestire, in post-produzione, al meglio la luce bilanciando il tutto. Di fondamentale importanza è risultata anche la maschera di contrasto selettiva, che mi ha permesso di mettere in evidenza i dettagli degli elementi che sbucano dalla nebbia, non andando però ad aumentare il rumore e la fuoriuscita di eventuale grana dai banchi di nebbia.</p>
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		<title>Non voglio mica la luna</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Nov 2011 21:20:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In un Novembre milanese che inganna e che non mi regala quella nebbia che mi ero ripromesso di provare a ritrarre in questi giorni, una inaspettata luna rischiara il cielo metropolitano. Prendere un attimo le distanze dalla caotica città, osservare &#8230; <a href="http://gabrieleburgazzi.com/non-voglio-mica-la-luna/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In un Novembre milanese che inganna e che non mi regala quella nebbia che mi ero ripromesso di provare a ritrarre in questi giorni, una inaspettata luna rischiara il cielo metropolitano.</p>
<p>Prendere un attimo le distanze dalla caotica città, osservare il profilo dei capannoni industriali illuminati da una luna calda che brilla in cielo già alle sette di sera, mi ha colto di sorpresa. A seguire lo scatto:</p>
<div id="attachment_702" class="wp-caption aligncenter" style="width: 477px"><a href="http://gabrieleburgazzi.com/non-voglio-mica-la-luna/luna_metropolitana/" rel="attachment wp-att-702"><img src="http://gabrieleburgazzi.com/wp-content/uploads/2011/11/luna_metropolitana.jpg" alt="Canon EOS 60d ISO 400 Sigma 150-500 @150mm f/8 HDR" title="luna_metropolitana" width="467" height="700" class="size-full wp-image-702" /></a><p class="wp-caption-text">Canon EOS 60d ISO 400 Sigma 150-500 @150mm f/8 HDR</p></div>
<p>Dal punto di vista puramente tecnico, ritrarre la luna e avere una corretta esposizione all&#8217;interno di uno scatto ambientato è pressochè impossibile. La foto sopra proposta è infatti l&#8217;unione di due scatti, uno ottimizzato per l&#8217;esposizione della parte sottostante, con l&#8217;autostrada e le luci, uno per la luna. Nel primo caso il tempo di scatto è di 8 secondi, per l&#8217;astro invece è di 1/40 di secondo. Ecco come, prima della lavorazione, apparivano i due singoli scatti poi uniti:</p>
<div id="attachment_703" class="wp-caption aligncenter" style="width: 343px"><a href="http://gabrieleburgazzi.com/non-voglio-mica-la-luna/luna_esposizione/" rel="attachment wp-att-703"><img src="http://gabrieleburgazzi.com/wp-content/uploads/2011/11/luna_esposizione.jpg" alt="Canon EOS 60d ISO 400 Sigma 150-500 @150mm f/8 1/40 sec" title="luna_esposizione" width="333" height="500" class="size-full wp-image-703" /></a><p class="wp-caption-text">Canon EOS 60d ISO 400 Sigma 150-500 @150mm f/8 1/40 sec</p></div>
<div id="attachment_704" class="wp-caption aligncenter" style="width: 343px"><a href="http://gabrieleburgazzi.com/non-voglio-mica-la-luna/esposizione_ambientazione/" rel="attachment wp-att-704"><img src="http://gabrieleburgazzi.com/wp-content/uploads/2011/11/esposizione_ambientazione.jpg" alt="Canon EOS 60d ISO 400 Sigma 150-500 @150mm f/8 8 sec" title="esposizione_ambientazione" width="333" height="500" class="size-full wp-image-704" /></a><p class="wp-caption-text">Canon EOS 60d ISO 400 Sigma 150-500 @150mm f/8 8 sec</p></div>
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		<title>Controluce in bianco e nero</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Nov 2011 16:45:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Fotografare in controluce va contro, generalmente, quelle che sono le buone norme di scatto. Se si desidera esporre correttamente il soggetto bisogna infatti leggere la luce sullo stesso, bruciando giocoforza lo sfondo. Esponendo invece correttamente lo sfondo con la luce &#8230; <a href="http://gabrieleburgazzi.com/controluce-in-bianco-e-nero/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fotografare in controluce va contro, generalmente, quelle che sono le buone norme di scatto. Se si desidera esporre correttamente il soggetto bisogna infatti leggere la luce sullo stesso, bruciando giocoforza lo sfondo.</p>
<p>Esponendo invece correttamente lo sfondo con la luce il soggetto in primo piano apparirà come una silhouette, senza alcuna informazione recuperabile.</p>
<p>Per ovviare a questa mancanza di informazioni è possibile in alcuni casi effettuare un HDR, al fine di recuperare il maggior numero di dettagli e rendere la composizione quanto più completa possibile.</p>
<p>A seguire alcuni scatti recenti eseguiti proprio in controluce, e riportati in bianco e nero.<br />
<div id="attachment_680" class="wp-caption aligncenter" style="width: 710px"><a href="http://gabrieleburgazzi.com/controluce-in-bianco-e-nero/controluce_fiume/" rel="attachment wp-att-680"><img class="size-full wp-image-680" title="controluce_fiume" src="http://gabrieleburgazzi.com/wp-content/uploads/2011/11/controluce_fiume.jpg" alt="Canon EOS 60d Tamron 10-24 @10mm f/22 ISO 250 HDR" width="700" height="467" /></a><p class="wp-caption-text">Canon EOS 60d Tamron 10-24 @10mm f/22 ISO 250 HDR</p></div></p>
<div id="attachment_681" class="wp-caption aligncenter" style="width: 477px"><a href="http://gabrieleburgazzi.com/controluce-in-bianco-e-nero/controluce_allberi_foglie/" rel="attachment wp-att-681"><img class="size-full wp-image-681" title="controluce_allberi_foglie" src="http://gabrieleburgazzi.com/wp-content/uploads/2011/11/controluce_allberi_foglie.jpg" alt="Canon EOS 60d Tamron 10-24 @10mm f/22 ISO 250 HDR" width="467" height="700" /></a><p class="wp-caption-text">Canon EOS 60d Tamron 10-24 @10mm f/22 ISO 250 HDR</p></div>
<p>Dopo averle lavorate a colori ho optato per il bianco e nero principalmente per un motivo: riusciva a rendere meglio quel contrasto presente tra luce e ombra, ricreando un&#8217;atmosfera particolarmente cupa che ben si adatta, a mio modo di vedere, alla scena.</p>
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		<title>Faggeto, in HDR</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Apr 2011 19:58:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le giornate soleggiate cominciano a rendere sempre più verdi le foreste e addentrarsi in un normale bosco, con i rami e le foglie che riparano dal sole, è una piacevole occasione per rilassarsi. Le foglie ricoprono il terreno, ricreando uno &#8230; <a href="http://gabrieleburgazzi.com/faggeto-in-hdr/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le giornate soleggiate cominciano a rendere sempre più verdi le foreste e addentrarsi in un normale bosco, con i rami e le foglie che riparano dal sole, è una piacevole occasione per rilassarsi. Le foglie ricoprono il terreno, ricreando uno scenario pulito e ordinato, senza che nessuno in realtà ci sia passato.</p>
<p>Questa è una delle caratteristiche del faggeto, insieme al contrasto tra letto di foglie e verde brillante delle chiome degli alberi, che rendono i fusti di questi alberi ancora più allungati. Lo scatto a seguire:</p>
<div id="attachment_543" class="wp-caption aligncenter" style="width: 541px"><a href="http://gabrieleburgazzi.com/faggeto-in-hdr/bosco_sentiero/" rel="attachment wp-att-543"><img src="http://gabrieleburgazzi.com/wp-content/uploads/2011/04/bosco_sentiero.jpg" alt="Canon EOS 60d Tamron 10-24 @10mm f/9 ISO 100 3 scatti in HDR" title="bosco_sentiero" width="531" height="800" class="size-full wp-image-543" /></a><p class="wp-caption-text">Canon EOS 60d Tamron 10-24 @10mm f/9 ISO 100 3 scatti in HDR</p></div>
<p>Per evitare di sovraesporre la luce che illumina la chioma degli alberi e al tempo stesso mantenere dettagli sul fogliame posto sul terreno ho deciso di scattare in HDR, unendo in post produzione tre scatti eseguiti con differenti esposizioni. La tecnica HDR, di cui ho parlato in precedenza è un&#8217;applicazione ancora in fase di sviluppo e che si è particolarmente diffusa negli ultimi anni, con l&#8217;avvento del digitale.</p>
<p>La nuova suite software Adobe CS5, all&#8217;interno di Photoshop, ha apportato alcune importanti e sensibili modifiche proprio al fine di migliorare l&#8217;utilizzo di tale tecnica. Prossimamente andremo ad analizzare queste migliorie.</p>
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		<title>San Rocco, veduta in HDR</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Apr 2011 08:04:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sfruttare una giornata estremamente nitida, dopo che il vento ha spazzato via nuvole e foschia, è l&#8217;occasione giusta per fare foto panoramiche: la visuale si estende per chilometri, consentendo di poter scrutare anche le cime più lontane. Nel caso specifico &#8230; <a href="http://gabrieleburgazzi.com/san-rocco-veduta-in-hdr/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sfruttare una giornata estremamente nitida, dopo che il vento ha spazzato via nuvole e foschia, è l&#8217;occasione giusta per fare foto panoramiche: la visuale si estende per chilometri, consentendo di poter scrutare anche le cime più lontane. Nel caso specifico ho deciso di mettere in pratica un HDR, andando ad enfatizzare particolarmente la saturazione. Lo scatto a seguire:</p>
<div id="attachment_539" class="wp-caption aligncenter" style="width: 710px"><a href="http://gabrieleburgazzi.com/san-rocco-veduta-in-hdr/san_rocco_hdr/" rel="attachment wp-att-539"><img src="http://gabrieleburgazzi.com/wp-content/uploads/2011/04/san_rocco_hdr.jpg" alt="Canon EOS 60d Tamron 10-24 @10mm f/16 ISO 100 3 scatti in HDR" title="san_rocco_hdr" width="700" height="445" class="size-full wp-image-539" /></a><p class="wp-caption-text">Canon EOS 60d Tamron 10-24 @10mm f/16 ISO 100 3 scatti in HDR</p></div>
<p>Nel caso specifico la foto è frutto di una unione di tre scatti, al fine di garantire una maggiore gamma dinamica. Per enfatizzare maggiormente una foto altrimenti bella ma senza nulla di particolare.</p>
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		<title>Tramonto caldo</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Apr 2011 21:39:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le giornate si allungano e la possibilità di godersi un tramonto entra nella routine quotidiana, finito il lavoro. Catturare un tramonto è piuttosto semplice e non richiede particolari capacità: i colori che il sole dipinge in cielo sono così belli &#8230; <a href="http://gabrieleburgazzi.com/tramonto-caldo/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le giornate si allungano e la possibilità di godersi un tramonto entra nella routine quotidiana, finito il lavoro. Catturare un tramonto è piuttosto semplice e non richiede particolari capacità: i colori che il sole dipinge in cielo sono così belli da non richiedere un grande lavoro in camera o in post-produzione.</p>
<p>Molto spesso però ci si trova a scattare in controluce e parte dei dettagli che stanno in primo piano, come ad esempio una spiaggia o una superficie di altro tipo: il che è corretto, bisogna dare priorità alla gamma cromatica che il sole disegna nel cielo. L&#8217;HDR, di cui ho parlato in questo post, può però venirci in aiuto, come mostra lo scatto a seguire:</p>
<div id="attachment_535" class="wp-caption aligncenter" style="width: 710px"><a href="http://gabrieleburgazzi.com/tramonto-caldo/tramonto_caldo/" rel="attachment wp-att-535"><img src="http://gabrieleburgazzi.com/wp-content/uploads/2011/04/tramonto_caldo.jpg" alt="Canon EOS 60d Tamron 10-24 @10mm f/22 ISO 100 3 scatti in HDR" title="tramonto_caldo" width="700" height="466" class="size-full wp-image-535" /></a><p class="wp-caption-text">Canon EOS 60d Tamron 10-24 @10mm f/22 ISO 100 3 scatti in HDR</p></div>
<p>Nel caso paricolare sono stati uniti tre scatti con differenti esposizioni, al fine di mantenere una corretta illuminazione del cielo, sia una corretta esposizione dei sassi delle spiaggia. Quando si scatta un HDR è bene però tenere a mente una cosa: evitare soggetti che si muovano: i tre scatti da unire devono infatti essere identici. Il caso ritratto in foto è frutto di una giornata particolarmente fortunata e adatta.</p>
<p>Le onde del lago non aiutano e difficilmente saranno fermi: è bene quindi trovare una giornata con poco vento, e attendere che il lago sia particolarmente calmo. È bene anche utilizzare tempi di scatto veloci, per evitare che le onde, seppur piccole, lascino la scia: possiamo allora anche preferire di alzare il valore ISO, anche a 400 ISO e scegliere una chiusura del diaframma non troppo spinta.</p>
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		<title>Fili d&#8217;erba e cielo, HDR in azione</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Mar 2011 19:29:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator></dc:creator>
				<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
		<category><![CDATA[bracketing]]></category>
		<category><![CDATA[cielo]]></category>
		<category><![CDATA[erba]]></category>
		<category><![CDATA[hdr]]></category>

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		<description><![CDATA[Le applicazioni dell&#8217;HDR, di cui mi sono occupato con questo post, sono molteplici e possono offrire interessanti risultati. Si tratta di una tecnica ancora molto &#8220;sperimentale&#8221; e che come tale permette di poter scoprire sempre nuove sfaccettature. Nel caso specifico, &#8230; <a href="http://gabrieleburgazzi.com/fili-derba-e-cielo-hdr-in-azione/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le applicazioni dell&#8217;HDR, di cui mi sono occupato con <a href="http://gabrieleburgazzi.com/hdr-il-funzionamento-e-le-prime-prove-tecniche/">questo post</a>, sono molteplici e possono offrire interessanti risultati. Si tratta di una tecnica ancora molto &#8220;sperimentale&#8221; e che come tale permette di poter scoprire sempre nuove sfaccettature. </p>
<p>Nel caso specifico, un prato verdeggiante complici le ultimi pioggie, può rappresentare una ghiotta occasione per provare qualcosa. La prova a seguire:</p>
<div id="attachment_511" class="wp-caption aligncenter" style="width: 710px"><a href="http://gabrieleburgazzi.com/fili-derba-e-cielo-hdr-in-azione/fli_erba/" rel="attachment wp-att-511"><img src="http://gabrieleburgazzi.com/wp-content/uploads/2011/03/fli_erba.jpg" alt="Canon EOS 60d ISO 100 Tamron 10-24 @10mm f/13 3 scatti in HDR" title="fli_erba" width="700" height="467" class="size-full wp-image-511" /></a><p class="wp-caption-text">Canon EOS 60d ISO 100 Tamron 10-24 @10mm f/13 3 scatti in HDR</p></div>
<p>Si tratta di un HDR eseguito a mano libera: impostando la raffica ad alta velocità, presente su buona parte delle fotocamere, e la funzionalità bracketing (che permette di scattare a intervalli differenti di stop) ho eseguito tre scatti della stessa inquadratura.</p>
<p>I tre scatti sono stati poi uniti in uno solo, sfruttando la gamma dinamica più ricca. Ecco quindi come è stato possibile mantenere i dettagli del cielo, con le nuvole cariche di pioggia e al tempo stesso i particolari dei fili d&#8217;erba.</p>
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		<title>HDR, il funzionamento e le prime prove tecniche</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Mar 2011 08:35:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator></dc:creator>
				<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[tutorial]]></category>
		<category><![CDATA[eposizioni]]></category>
		<category><![CDATA[gamma dinamica]]></category>
		<category><![CDATA[guida]]></category>
		<category><![CDATA[hdr]]></category>
		<category><![CDATA[istogramma]]></category>

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		<description><![CDATA[Innanzitutto partiamo con la definizione di HDR, acronimo di High Dynamic Range, traducibile con un italiano &#8220;alta gamma dinamica&#8221;. Questo acronimo, introdotto dalla fotografia digitale, identifica una tecnica di computergrafica che permette, attraverso appositi calcoli, di poter fondere all&#8217;interno di &#8230; <a href="http://gabrieleburgazzi.com/hdr-il-funzionamento-e-le-prime-prove-tecniche/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Innanzitutto partiamo con la definizione di HDR, acronimo di High Dynamic Range, traducibile con un italiano &#8220;alta gamma dinamica&#8221;. Questo acronimo, introdotto dalla fotografia digitale, identifica una tecnica di computergrafica che permette, attraverso appositi calcoli, di poter fondere all&#8217;interno di uno scatto più scatti, al fine di migliorare e arricchire la gamma dinamica della foto stessa.<br />
Quando parliamo di gamma dinamica identifichiamo la luce che la nostra fotocamera è in grado di catturare fedelmente attraverso il proprio sensore. Scattando controluce o in zone particolarmente scure, quante volte ci siamo accorti che parte dei dettagli, scuri o chiari, venivano persi? Ecco, proprio questo &#8220;limite&#8221; rappresenta la gamma dinamica di una macchina fotografica.</p>
<p>Come appare logica conseguenza la tecnica HDR viene per lo più applicata in scatti che presentano un alto contrasto tra zone di ombra e di luce: un controluce naturalistico o un&#8217;inquadratura di una finestra ripresa dall&#8217;interno di una stanza sono scenari che metterebbero a dura prova la gamma dinamica della nostra macchina fotografica. </p>
<p>Per quanto costosa possa essere la nostra reflex, infatti, non sarà mai in grado di coprire tutte le luci di una simile scena. Ecco allora entrare in gioco la tecnica di cui trattiamo in questa breve guida.</p>
<p>Partiamo così da uno scatto, effettuato in condizioni piuttosto complesse:</p>
<div id="attachment_497" class="wp-caption aligncenter" style="width: 477px"><a href="http://gabrieleburgazzi.com/hdr-il-funzionamento-e-le-prime-prove-tecniche/originale_hdr/" rel="attachment wp-att-497"><img src="http://gabrieleburgazzi.com/wp-content/uploads/2011/03/originale_hdr.jpg" alt="Canon EOS 60d ISO 100 Tamron 10-24 @11mm f/13 1/100 sec" title="originale_hdr" width="467" height="700" class="size-full wp-image-497" /></a><p class="wp-caption-text">Canon EOS 60d ISO 100 Tamron 10-24 @11mm f/13 1/100 sec</p></div>
<p>Come è possibile notare, per cogliere il controluce ho dovuto rinunciare a parte dei dettagli scuri e parte di quelli chiari: la mia fotocamera non è in grado, infatti, di coprire con un solo scatto l&#8217;intera gamma dinamica, ed è necessario che in questo caso il fotografo scenda a compromessi.</p>
<p>Oppure decida di utilizzare la tecnica HDR. </p>
<p>Ma come è possibile arricchire la gamma dinamica di un singolo scatto? Andando a coprire le zone non coperte dal primo scatto, effettuato in condizioni normali e che ha visto il fotografo scendere a compromessi. Dobbiamo perciò effettuare uno scatto che possa coprire le zone delle alte luci, molto vicine al sole, e uno scatto che possa invece coprire le zone in ombra, troppo scure per essere identificate.</p>
<p>La tecnica pratica prevede che, a partire dallo scatto originario, effettuato da cavalletto per mantenere la stessa inquadratura, si effettuino altri scatti, almeno due. Uno sovraesposto, al fine di coprire la gamma dinamica delle zone più in ombra e uno sottoesposto, al fine di raccogliere maggiore luce nelle zone particolarmente illuminate. </p>
<p>Ecco come ho deciso di comportarmi nel caso specifico, diminuendo e alzando i tempi di otturazione di 2 stop in entrambi i casi:</p>
<div id="attachment_498" class="wp-caption aligncenter" style="width: 710px"><a href="http://gabrieleburgazzi.com/hdr-il-funzionamento-e-le-prime-prove-tecniche/tre_scatti/" rel="attachment wp-att-498"><img src="http://gabrieleburgazzi.com/wp-content/uploads/2011/03/tre_scatti.jpg" alt="Scatti di partenza per l&#039;HDR" title="tre_scatti" width="700" height="400" class="size-full wp-image-498" /></a><p class="wp-caption-text">Scatti di partenza per l&#039;HDR</p></div>
<p>I tre scatti mostrano la stessa inquadratura ripresi con tempi di scatto differenti. Appare immediatamente evidente come, nella prima foto a sinistra i dettagli vicino alla luce diretta siano riconoscibili ma come il resto della scena sia drammaticamente in ombra. Mentre appare altrettanto evidente come, nella foto più a destra, sia particolarmente visibile il fogliame del terreno, ma assolutamente priva di dettagli la parte del cielo. </p>
<p>Con la tecnica HDR, dicevamo, è possibile fondere questi tre scatti all&#8217;interno di uno solo, al fine di unire tutti i dettagli che offrono in una solo foto, migliorando sensibilmente l&#8217;effetto finale. Per un corretto funzionamento della funzionalità HDR è necessario che la scena sia stata ripresa con 3 scatti, uno ad esposizione normale, uno sottoesposto e uno sovraesposto. Questa è ovviamente una linea guida generale che può essere adattata a seconda di specifici scenari o determinate esigenze.</p>
<p><strong>Partiamo con la procedura. </strong></p>
<p>Aperto Photoshop, importiamo i nostri tre o più scatti. Aperti nella finestra di Photoshop come facciamo normalmente per modificare le nostre foto, andiamo nel menù a tendina sotto la voce <em>File &#8212; Automate &#8212;- Merge to HDR</em> che, nel caso in cui abbiate il programma in Italiano sarà vicino alla traduzione letterale di F<em>ile &#8212; automatizza &#8212;- unisci in HDR</em>. L&#8217;immagine a seguire mostra dove si trova il comando di cui sopra.</p>
<p><a href="http://gabrieleburgazzi.com/hdr-il-funzionamento-e-le-prime-prove-tecniche/merge_hdr/" rel="attachment wp-att-499"><img src="http://gabrieleburgazzi.com/wp-content/uploads/2011/03/merge_hdr.jpg" alt="" title="merge_hdr" width="367" height="400" class="aligncenter size-full wp-image-499" /></a></p>
<p>Sarà ora sufficiente premere il comando Add Open Files, in italiano aggiungere i file aperti. L&#8217;immagine a seguire mostra il pulsante.</p>
<p><a href="http://gabrieleburgazzi.com/hdr-il-funzionamento-e-le-prime-prove-tecniche/add_open_files/" rel="attachment wp-att-500"><img src="http://gabrieleburgazzi.com/wp-content/uploads/2011/03/add_open_files.jpg" alt="" title="add_open_files" width="400" height="287" class="aligncenter size-full wp-image-500" /></a></p>
<p>Proseguiamo ora premendo ok. A questo punto, passati eventuali avvisi di photoshop che ci indica come, qualora stessimo utilizzando file raw la qualità potrebbe venire compromessa durante la lavorazione, inziano le procedure e i calcoli del programma di fotoritocco. Il tempo di attesa cambia, ovviamente da PC a PC, in base alla potenza di calcolo della nostra piattaforma e in base alle dimensioni, oltre al numero, delle foto che desideriamo unire. </p>
<p>Completate queste operazioni, saremo chiamati, come mostra la finestra a regolare la luminosità dello scatto finale. In questa fase Photoshop tende a regolare l&#8217;immagine molto chiara: è invece preferibile, spostare l&#8217;indicatore più a destra, tenendo scura la foto. I dettagli più scuri avremo modo poi di recuperarli molto facilmente, grazie alle nuove informazioni che avremo raccolto dopo la procedura.</p>
<p><a href="http://gabrieleburgazzi.com/hdr-il-funzionamento-e-le-prime-prove-tecniche/unione_hdr-2/" rel="attachment wp-att-502"><img src="http://gabrieleburgazzi.com/wp-content/uploads/2011/03/unione_hdr1.jpg" alt="" title="unione_hdr" width="600" height="358" class="aligncenter size-full wp-image-502" /></a></p>
<p>Andiamo quindi avanti, dopo avere effettuato la regolazione, premendo OK. Photoshop aprirà una nuova immagine nella finestra di lavoro e sarà il nostro scatto che unisce i tre precedenti. Abbiamo ora un&#8217;immagine a 32 bit su cui possiamo effettuare poche operazioni, una delle quali è regolare l&#8217;esposizione: anche in questo caso preferisco tenere lo scatto più scuro, perchè, come avremo modo di vedere in seguito sarà più semplice poter recuperare la informazioni della parte scura.</p>
<p>Andiamo quindi ora sul menu <em>Image &#8212;- adjustment &#8212;- exposure</em>, in italiano <em>immagine &#8212;- modifica &#8212;&#8212; esposizione</em>, e regoliamo l&#8217;esposizione, come mostra l&#8217;immagine a seguire.</p>
<p><a href="http://gabrieleburgazzi.com/hdr-il-funzionamento-e-le-prime-prove-tecniche/esposizione_hdr/" rel="attachment wp-att-503"><img src="http://gabrieleburgazzi.com/wp-content/uploads/2011/03/esposizione_hdr.jpg" alt="" title="esposizione_hdr" width="600" height="359" class="aligncenter size-full wp-image-503" /></a></p>
<p>Ora possiamo modificare l&#8217;immagine a 16 bit per poi lavorarci definitivamente. Per effettuare l&#8217;operazione è sufficiente andare nel menu <em>image &#8212;&#8211; mode &#8212;&#8211; 16 bit channel</em> e selezionarlo.</p>
<p><a href="http://gabrieleburgazzi.com/hdr-il-funzionamento-e-le-prime-prove-tecniche/immagine_16bit/" rel="attachment wp-att-504"><img src="http://gabrieleburgazzi.com/wp-content/uploads/2011/03/immagine_16bit.jpg" alt="" title="immagine_16bit" width="600" height="360" class="aligncenter size-full wp-image-504" /></a></p>
<p>Saremo ora chiamati a scegliere il modo di unione dei tre scatti che compongono la nostra foto. Nella stragrande maggioranza dei casi, in ambito fotografico, la modalità da selezionare è quella definita local adaptation, &#8220;adattamento locale&#8221;. </p>
<p>Qui saremo chiamati ad agire su due valori, radius e thereshold che andranno ad influire direttamente sul risultato finale: non esiste una regola fissa in questo caso e l&#8217;utilizzo va a discrezione del fotografo, a seconda del gusto personale e del risultato che si vuole dare. Potremo poi andare a lavorare direttamente sull&#8217;istogramma, per modificare la resa finale della foto. Anche in questo caso non esiste una regola fissa, ma solo ed esclusivamente il gusto del fotografo e il raggiungimento del risultato desiderato.</p>
<p><a href="http://gabrieleburgazzi.com/hdr-il-funzionamento-e-le-prime-prove-tecniche/local_adaptation/" rel="attachment wp-att-505"><img src="http://gabrieleburgazzi.com/wp-content/uploads/2011/03/local_adaptation.jpg" alt="" title="local_adaptation" width="600" height="359" class="aligncenter size-full wp-image-505" /></a></p>
<p>Effettuata questa operazione Photoshop eseguirà i calcoli con le nuove impostazioni e avremo a disposizione lo scatto finale. Sarà ora possibile lavorarci come ad una normale foto, avendo però a disposizione un maggior numero di informazioni sia nella parte luminosa, sia in quella in ombra. </p>
<p>Ecco quindi come il risultato finale potrebbe essere: </p>
<div id="attachment_506" class="wp-caption aligncenter" style="width: 477px"><a href="http://gabrieleburgazzi.com/hdr-il-funzionamento-e-le-prime-prove-tecniche/risultato_hdr/" rel="attachment wp-att-506"><img src="http://gabrieleburgazzi.com/wp-content/uploads/2011/03/risultato_hdr.jpg" alt="Canon EOS 60d ISO 100 Tamron 10-24 @11mm f/13 3 scatti in HDR" title="risultato_hdr" width="467" height="700" class="size-full wp-image-506" /></a><p class="wp-caption-text">Canon EOS 60d ISO 100 Tamron 10-24 @11mm f/13 3 scatti in HDR</p></div>
<p>Personalmente, ma si tratta di una opinione soggettiva, preferisco mantenere piuttosto naturale l&#8217;effetto, senza storpiare troppo la natura dello scatto. </p>
<p>Andiamo a vedere come e di quanto la foto si è arricchita di informazioni dopo aver unito i tre scatti. Per farlo è sufficiente osservare l&#8217;istogramma, che riporta come sono distribuiti i pixel della foto:</p>
<p><a href="http://gabrieleburgazzi.com/hdr-il-funzionamento-e-le-prime-prove-tecniche/istogrammi/" rel="attachment wp-att-507"><img src="http://gabrieleburgazzi.com/wp-content/uploads/2011/03/istogrammi.jpg" alt="" title="istogrammi" width="500" height="211" class="aligncenter size-full wp-image-507" /></a></p>
<p>Appare evidente come nell&#8217;istogramma originale le informazioni presenti siano in numero decisamente inferiore rispetto a quello ottenuto: ecco dove la tecnica HDR apporta diretti benefici.</p>
<p>L&#8217;intera guida è stata redatta prendendo come esempio Photoshop CS4: nelle versioni precedenti e in quelle successive potrebbe cambiare qualcosa nella procedura. </p>
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		<title>Lago Santa Maria, primi esperimenti in HDR</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 20:07:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator></dc:creator>
				<category><![CDATA[natura]]></category>
		<category><![CDATA[paesaggi]]></category>
		<category><![CDATA[buccinasco]]></category>
		<category><![CDATA[hdr]]></category>
		<category><![CDATA[lago]]></category>
		<category><![CDATA[lago santa maria]]></category>

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		<description><![CDATA[Come ho riportato settimana scorsa, la nuova lente, un Tamron 10-24 rappresenta un interessante stimolo per approcciare la fotografia paesaggistica cui non sono solito. Approfittando del bellissimo w-e appena trascorso, ho colto l&#8217;occasione per scattare un po&#8217;: niente di trascendentale &#8230; <a href="http://gabrieleburgazzi.com/lago-santa-maria-primi-esperimenti-in-hdr/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come ho riportato settimana scorsa, la nuova lente, un Tamron 10-24 rappresenta un interessante stimolo per approcciare la fotografia paesaggistica cui non sono solito. Approfittando del bellissimo w-e appena trascorso, ho colto l&#8217;occasione per scattare un po&#8217;: niente di trascendentale ma è stato comunque un buon primo approccio con il nuovo grandangolo. Il lago Santa Maria, oramai meta solita per la mia continua ricerca di Aironi (ah, ma prima o poi vi scoverò dannati pennuti) è stato immortalato con questo scatto:</p>
<div id="attachment_235" class="wp-caption aligncenter" style="width: 516px"><a rel="attachment wp-att-235" href="http://gabrieleburgazzi.com/lago-santa-maria-primi-esperimenti-in-hdr/pano/"><img class="size-full wp-image-235" title="pano" src="http://gabrieleburgazzi.com/wp-content/uploads/2010/02/pano.jpg" alt="Canon EOS 1000d ISO 200 Tamron 12-24 @11mm HDR" width="506" height="800" /></a><p class="wp-caption-text">Canon EOS 1000d ISO 200 Tamron 12-24 @11mm HDR</p></div>
<p>La scelta di elaborare gli scatti in HDR è stata dettata più dalla curiosità che da altro: in piena luce, senza zone particolarmente in ombra, con un solo scatto ben equilibrato ed esposto e magari con un po&#8217; di lavoro in photoshop avrei ottenuto un risultato se non uguale molto simile. Per l&#8217;elaborazione dell&#8217;immagine ho impiegato <a href="http://www.ptgui.com/">PTGUI</a>, software segnalato dal <a href="http://www.falsomagro.com/">Falsomagro </a>(che ringrazio sentitamente per avermi avviato all&#8217;utilizzo della simpatica utility) e che prossimamente andrò ad analizzare nel dettaglio.</p>
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