<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Gabriele&#124;Burgazzi &#187; esposizione</title>
	<atom:link href="http://gabrieleburgazzi.com/tag/esposizione/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://gabrieleburgazzi.com</link>
	<description>Wild stuff</description>
	<lastBuildDate>Sat, 04 Feb 2012 22:37:26 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>Non voglio mica la luna</title>
		<link>http://gabrieleburgazzi.com/non-voglio-mica-la-luna/</link>
		<comments>http://gabrieleburgazzi.com/non-voglio-mica-la-luna/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 12 Nov 2011 21:20:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator></dc:creator>
				<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[paesaggi]]></category>
		<category><![CDATA[esposizione]]></category>
		<category><![CDATA[hdr]]></category>
		<category><![CDATA[luna]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://gabrieleburgazzi.com/?p=701</guid>
		<description><![CDATA[In un Novembre milanese che inganna e che non mi regala quella nebbia che mi ero ripromesso di provare a ritrarre in questi giorni, una inaspettata luna rischiara il cielo metropolitano. Prendere un attimo le distanze dalla caotica città, osservare &#8230; <a href="http://gabrieleburgazzi.com/non-voglio-mica-la-luna/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In un Novembre milanese che inganna e che non mi regala quella nebbia che mi ero ripromesso di provare a ritrarre in questi giorni, una inaspettata luna rischiara il cielo metropolitano.</p>
<p>Prendere un attimo le distanze dalla caotica città, osservare il profilo dei capannoni industriali illuminati da una luna calda che brilla in cielo già alle sette di sera, mi ha colto di sorpresa. A seguire lo scatto:</p>
<div id="attachment_702" class="wp-caption aligncenter" style="width: 477px"><a href="http://gabrieleburgazzi.com/non-voglio-mica-la-luna/luna_metropolitana/" rel="attachment wp-att-702"><img src="http://gabrieleburgazzi.com/wp-content/uploads/2011/11/luna_metropolitana.jpg" alt="Canon EOS 60d ISO 400 Sigma 150-500 @150mm f/8 HDR" title="luna_metropolitana" width="467" height="700" class="size-full wp-image-702" /></a><p class="wp-caption-text">Canon EOS 60d ISO 400 Sigma 150-500 @150mm f/8 HDR</p></div>
<p>Dal punto di vista puramente tecnico, ritrarre la luna e avere una corretta esposizione all&#8217;interno di uno scatto ambientato è pressochè impossibile. La foto sopra proposta è infatti l&#8217;unione di due scatti, uno ottimizzato per l&#8217;esposizione della parte sottostante, con l&#8217;autostrada e le luci, uno per la luna. Nel primo caso il tempo di scatto è di 8 secondi, per l&#8217;astro invece è di 1/40 di secondo. Ecco come, prima della lavorazione, apparivano i due singoli scatti poi uniti:</p>
<div id="attachment_703" class="wp-caption aligncenter" style="width: 343px"><a href="http://gabrieleburgazzi.com/non-voglio-mica-la-luna/luna_esposizione/" rel="attachment wp-att-703"><img src="http://gabrieleburgazzi.com/wp-content/uploads/2011/11/luna_esposizione.jpg" alt="Canon EOS 60d ISO 400 Sigma 150-500 @150mm f/8 1/40 sec" title="luna_esposizione" width="333" height="500" class="size-full wp-image-703" /></a><p class="wp-caption-text">Canon EOS 60d ISO 400 Sigma 150-500 @150mm f/8 1/40 sec</p></div>
<div id="attachment_704" class="wp-caption aligncenter" style="width: 343px"><a href="http://gabrieleburgazzi.com/non-voglio-mica-la-luna/esposizione_ambientazione/" rel="attachment wp-att-704"><img src="http://gabrieleburgazzi.com/wp-content/uploads/2011/11/esposizione_ambientazione.jpg" alt="Canon EOS 60d ISO 400 Sigma 150-500 @150mm f/8 8 sec" title="esposizione_ambientazione" width="333" height="500" class="size-full wp-image-704" /></a><p class="wp-caption-text">Canon EOS 60d ISO 400 Sigma 150-500 @150mm f/8 8 sec</p></div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://gabrieleburgazzi.com/non-voglio-mica-la-luna/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Controluce in bianco e nero</title>
		<link>http://gabrieleburgazzi.com/controluce-in-bianco-e-nero/</link>
		<comments>http://gabrieleburgazzi.com/controluce-in-bianco-e-nero/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 10 Nov 2011 16:45:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator></dc:creator>
				<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[paesaggi]]></category>
		<category><![CDATA[bianco e nero]]></category>
		<category><![CDATA[controluce]]></category>
		<category><![CDATA[esposizione]]></category>
		<category><![CDATA[hdr]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://gabrieleburgazzi.com/?p=679</guid>
		<description><![CDATA[Fotografare in controluce va contro, generalmente, quelle che sono le buone norme di scatto. Se si desidera esporre correttamente il soggetto bisogna infatti leggere la luce sullo stesso, bruciando giocoforza lo sfondo. Esponendo invece correttamente lo sfondo con la luce &#8230; <a href="http://gabrieleburgazzi.com/controluce-in-bianco-e-nero/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fotografare in controluce va contro, generalmente, quelle che sono le buone norme di scatto. Se si desidera esporre correttamente il soggetto bisogna infatti leggere la luce sullo stesso, bruciando giocoforza lo sfondo.</p>
<p>Esponendo invece correttamente lo sfondo con la luce il soggetto in primo piano apparirà come una silhouette, senza alcuna informazione recuperabile.</p>
<p>Per ovviare a questa mancanza di informazioni è possibile in alcuni casi effettuare un HDR, al fine di recuperare il maggior numero di dettagli e rendere la composizione quanto più completa possibile.</p>
<p>A seguire alcuni scatti recenti eseguiti proprio in controluce, e riportati in bianco e nero.<br />
<div id="attachment_680" class="wp-caption aligncenter" style="width: 710px"><a href="http://gabrieleburgazzi.com/controluce-in-bianco-e-nero/controluce_fiume/" rel="attachment wp-att-680"><img class="size-full wp-image-680" title="controluce_fiume" src="http://gabrieleburgazzi.com/wp-content/uploads/2011/11/controluce_fiume.jpg" alt="Canon EOS 60d Tamron 10-24 @10mm f/22 ISO 250 HDR" width="700" height="467" /></a><p class="wp-caption-text">Canon EOS 60d Tamron 10-24 @10mm f/22 ISO 250 HDR</p></div></p>
<div id="attachment_681" class="wp-caption aligncenter" style="width: 477px"><a href="http://gabrieleburgazzi.com/controluce-in-bianco-e-nero/controluce_allberi_foglie/" rel="attachment wp-att-681"><img class="size-full wp-image-681" title="controluce_allberi_foglie" src="http://gabrieleburgazzi.com/wp-content/uploads/2011/11/controluce_allberi_foglie.jpg" alt="Canon EOS 60d Tamron 10-24 @10mm f/22 ISO 250 HDR" width="467" height="700" /></a><p class="wp-caption-text">Canon EOS 60d Tamron 10-24 @10mm f/22 ISO 250 HDR</p></div>
<p>Dopo averle lavorate a colori ho optato per il bianco e nero principalmente per un motivo: riusciva a rendere meglio quel contrasto presente tra luce e ombra, ricreando un&#8217;atmosfera particolarmente cupa che ben si adatta, a mio modo di vedere, alla scena.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://gabrieleburgazzi.com/controluce-in-bianco-e-nero/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Tramonto caldo</title>
		<link>http://gabrieleburgazzi.com/tramonto-caldo/</link>
		<comments>http://gabrieleburgazzi.com/tramonto-caldo/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 08 Apr 2011 21:39:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator></dc:creator>
				<category><![CDATA[paesaggi]]></category>
		<category><![CDATA[esposizione]]></category>
		<category><![CDATA[hdr]]></category>
		<category><![CDATA[tramonto]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://gabrieleburgazzi.com/?p=534</guid>
		<description><![CDATA[Le giornate si allungano e la possibilità di godersi un tramonto entra nella routine quotidiana, finito il lavoro. Catturare un tramonto è piuttosto semplice e non richiede particolari capacità: i colori che il sole dipinge in cielo sono così belli &#8230; <a href="http://gabrieleburgazzi.com/tramonto-caldo/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le giornate si allungano e la possibilità di godersi un tramonto entra nella routine quotidiana, finito il lavoro. Catturare un tramonto è piuttosto semplice e non richiede particolari capacità: i colori che il sole dipinge in cielo sono così belli da non richiedere un grande lavoro in camera o in post-produzione.</p>
<p>Molto spesso però ci si trova a scattare in controluce e parte dei dettagli che stanno in primo piano, come ad esempio una spiaggia o una superficie di altro tipo: il che è corretto, bisogna dare priorità alla gamma cromatica che il sole disegna nel cielo. L&#8217;HDR, di cui ho parlato in questo post, può però venirci in aiuto, come mostra lo scatto a seguire:</p>
<div id="attachment_535" class="wp-caption aligncenter" style="width: 710px"><a href="http://gabrieleburgazzi.com/tramonto-caldo/tramonto_caldo/" rel="attachment wp-att-535"><img src="http://gabrieleburgazzi.com/wp-content/uploads/2011/04/tramonto_caldo.jpg" alt="Canon EOS 60d Tamron 10-24 @10mm f/22 ISO 100 3 scatti in HDR" title="tramonto_caldo" width="700" height="466" class="size-full wp-image-535" /></a><p class="wp-caption-text">Canon EOS 60d Tamron 10-24 @10mm f/22 ISO 100 3 scatti in HDR</p></div>
<p>Nel caso paricolare sono stati uniti tre scatti con differenti esposizioni, al fine di mantenere una corretta illuminazione del cielo, sia una corretta esposizione dei sassi delle spiaggia. Quando si scatta un HDR è bene però tenere a mente una cosa: evitare soggetti che si muovano: i tre scatti da unire devono infatti essere identici. Il caso ritratto in foto è frutto di una giornata particolarmente fortunata e adatta.</p>
<p>Le onde del lago non aiutano e difficilmente saranno fermi: è bene quindi trovare una giornata con poco vento, e attendere che il lago sia particolarmente calmo. È bene anche utilizzare tempi di scatto veloci, per evitare che le onde, seppur piccole, lascino la scia: possiamo allora anche preferire di alzare il valore ISO, anche a 400 ISO e scegliere una chiusura del diaframma non troppo spinta.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://gabrieleburgazzi.com/tramonto-caldo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La fotografia a infrarossi</title>
		<link>http://gabrieleburgazzi.com/la-fotografia-a-infrarossi/</link>
		<comments>http://gabrieleburgazzi.com/la-fotografia-a-infrarossi/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 07 Apr 2011 06:30:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator></dc:creator>
				<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[paesaggi]]></category>
		<category><![CDATA[esposizione]]></category>
		<category><![CDATA[filtro infrarossi]]></category>
		<category><![CDATA[infrarosso]]></category>
		<category><![CDATA[lunghe esposizioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://gabrieleburgazzi.com/?p=524</guid>
		<description><![CDATA[Uno dei tanti rami della fotografia prende il nome di fotografia ad infrarossi e prevede l&#8217;utilizzo di un sensore che sia capace di riconoscere questo particolare tipo di luce. La parte dello spettro luce utilizzato è quello vicino all&#8217;infrarosso, che &#8230; <a href="http://gabrieleburgazzi.com/la-fotografia-a-infrarossi/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Uno dei tanti rami della fotografia prende il nome di fotografia ad infrarossi e prevede l&#8217;utilizzo di un sensore che sia capace di riconoscere questo particolare tipo di luce. La parte dello spettro luce utilizzato è quello vicino all&#8217;infrarosso, che si differenzia da quello lontano dall&#8217;infrarosso che trova invece impiego nelle immagini termiche.</p>
<p>In ambito fotografico, per scattare con la tecnica ad infrarossi è sufficiente acquistare un filtro infrarossi (infrared filter in inglese, termine con cui lo troverete su molti shop internazionali), al fine di filtrare la maggior parte della luce che arriva in camera, eccezion fatta per la luce infrarossi. I filtri presenti in commercio variano dai 700nm ai 900nm, in base alla lunghezza d&#8217;onda che sono in grado di bloccare. </p>
<p>L&#8217;utilizzo di tali filtri permette di ottenere delle foto con il cosiddetto &#8220;wood effect&#8221;, che prende il nome non dal termine inglese &#8220;wood&#8221; (legno) ma dal primo pionere della fotografia ad infrarossi: Robert W. Wood.</p>
<p>Conclusa questa piccola parentesi storica, la fotografia ad infrarossi ha come effetto principale una interessante combinazione di colori che porta il sensore a registrare le informazioni luce che passano solo attraverso il filtro. Ecco allora che il risultato varia a seconda del filtro impiegato, ma in generale alcuni comportamenti sono standard. Le foglie e il verde vengono trasformati in un bianco acceso, come se fossero neve: parte del motivo è legato alla fluorescenza della clorofilla.</p>
<p>I cieli risultano invece molto scuri e per contro le nuvole si stagliano molto di più rispetto alla normale vista ad occhio nudo.</p>
<p>I filtri infrarossi riducono notevolmente la luminosità della scena; ecco allora che per fotografare con questa tecnica sono necessari alcuni accorgimenti fondamentali. Il primo prevede la presenza di un treppiede: senza di questo sarà impossibile fotografare correttamente. </p>
<p>La procedura di scatto è piuttosto semplice e può essere riassunta in poche fasi:</p>
<p>1) posizionare la macchina fotografica sul treppiede e scegliere l&#8217;inquadratura<br />
2) mettere a fuoco, spostare la messa a fuoco su manuale in modo da non cambiare nulla<br />
3) montare il filtro ad infrarosso<br />
4) portare la macchina su posa B e scattare</p>
<p>I tempi di scatto andranno ovviamente impostati a nostra discrezione e soprattutto in base ai risultati che otterremo. In questo caso è fondamentale navigare a vista per un semplice motivo: applicando il filtro l&#8217;esposimetro della macchina non funzionerà più correttamente, perchè ingannato. I tempi di scatto forniti dalla nostra macchia fotografica non saranno allora affidabili e sarà quindi necessario procedere a tentativi.</p>
<p>La foto, una volta scattata, uscirà viola o con una tonalità colore predominante, a seconda del filtro. A seguire un esempio:<br />
<div id="attachment_525" class="wp-caption aligncenter" style="width: 710px"><a href="http://gabrieleburgazzi.com/la-fotografia-a-infrarossi/infrarossi_raw/" rel="attachment wp-att-525"><img src="http://gabrieleburgazzi.com/wp-content/uploads/2011/04/infrarossi_raw.jpg" alt="Esempio di foto infrarossi senza bilanciamento" title="infrarossi_raw" width="700" height="260" class="size-full wp-image-525" /></a><p class="wp-caption-text">Esempio di foto infrarossi senza bilanciamento</p></div></p>
<p>Per lavorarla correttamente sarà sufficiente convertirla in bianco e nero, andando poi a modificare i parametri del caso. Se invece si vuole evitare di dover lavorare troppo in post-produzione sarà sufficiente impostare il bilanciamento del bianco personalizzato in macchina, indicando come riferimento uno scatto eseguito ad infrarossi.</p>
<p>Per consentire al sensore di raccogliere il numero sufficiente di informazioni con cui comporre il fotogramma è necessario avvalersi della posa B o Bulb. La maggior parte delle fotocamere digitali, infatti, se utilizzate con un normale programma (sia esso priorità di diaframmi o di tempi di scatto), non vanno oltre al tempo di esposizione massimo di 30 secondi. </p>
<p>Con il filtro in mio possesso, un 850nm, questo tempo di scatto risulta insufficiente per raccogliere un sufficiente numero di informazioni: è quindi necessario allungare i tempi di esposizione ed ecco spuntare allora la posa B o Bulb.</p>
<p>A seguire tre scatti che ho effettuato come prime prove con il filtro ad infrarossi:</p>
<div id="attachment_526" class="wp-caption aligncenter" style="width: 710px"><a href="http://gabrieleburgazzi.com/la-fotografia-a-infrarossi/germignaga_infrarossi/" rel="attachment wp-att-526"><img src="http://gabrieleburgazzi.com/wp-content/uploads/2011/04/germignaga_infrarossi.jpg" alt="Canon EOS 60d Tamron 10-24 @10mm f/6,3 ISO 400 60sec + filtro IR 850nm" title="germignaga_infrarossi" width="700" height="467" class="size-full wp-image-526" /></a><p class="wp-caption-text">Canon EOS 60d Tamron 10-24 @10mm f/6,3 ISO 400 60sec + filtro IR 850nm</p></div>
<p>Il primo scatto raffigura la montagna antistante Germignaga, ritratta la mattina: il sole alle spalle illumina direttamente i mondi ma non ancora la superficie del lago e il prato attorno al punto di scatto. Ecco allora che il filtro risalta le zone colpite dal sole, facendole risultare bianche.</p>
<div id="attachment_527" class="wp-caption aligncenter" style="width: 710px"><a href="http://gabrieleburgazzi.com/la-fotografia-a-infrarossi/san_rocco_infrarossi/" rel="attachment wp-att-527"><img src="http://gabrieleburgazzi.com/wp-content/uploads/2011/04/san_rocco_infrarossi.jpg" alt="Canon EOS 60d Tamron 10-24 @10mm f/8 ISO 400 90sec + filtro IR 850nm" title="san_rocco_infrarossi" width="700" height="451" class="size-full wp-image-527" /></a><p class="wp-caption-text">Canon EOS 60d Tamron 10-24 @10mm f/8 ISO 400 90sec + filtro IR 850nm</p></div>
<p>Il secondo ritrae invece una parte della veduta di San Rocco, vicino Agra. Lo scatto è stato eseguito verso mezzogiorno; nonostante la forte luce il tempo di scatto è stato comunque di circa 70 secondi. Il lungo tempo di esposizione ha permesso di ottenere un effetto piuttosto evidente sulle nuvole che, sposate dal vento, hanno lasciato la scia.</p>
<div id="attachment_528" class="wp-caption aligncenter" style="width: 710px"><a href="http://gabrieleburgazzi.com/la-fotografia-a-infrarossi/brezzo_belvedere_infrarossi/" rel="attachment wp-att-528"><img src="http://gabrieleburgazzi.com/wp-content/uploads/2011/04/brezzo_belvedere_infrarossi.jpg" alt="Canon EOS 60d Tamron 10-24 @10mm f/6,3 ISO 400 110sec + filtro IR 850nm" title="brezzo_belvedere_infrarossi" width="700" height="467" class="size-full wp-image-528" /></a><p class="wp-caption-text">Canon EOS 60d Tamron 10-24 @10mm f/6,3 ISO 400 110sec + filtro IR 850nm</p></div>
<p>Il terzo e ultimo scatto è invece stato effettuato dal belvedere di Brezzo di bedero, al tramonto. Questo scatto è quello eseguito in condizioni di luce peggiore dei tre: se la luce del mattino e quella di mezzogiorno sono infatti intense, al tramonto questa comincia ad essere particolarmente spenta. Il tempo di scatto in questo caso è stato di 110 secondi: come nel caso precedente parte dell&#8217;effetto della foto è dovuto dal movimento delle nuvole.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://gabrieleburgazzi.com/la-fotografia-a-infrarossi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il fiume Mazaro</title>
		<link>http://gabrieleburgazzi.com/il-fiume-mazaro/</link>
		<comments>http://gabrieleburgazzi.com/il-fiume-mazaro/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 02 Jan 2011 21:25:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator></dc:creator>
				<category><![CDATA[paesaggi]]></category>
		<category><![CDATA[esposizione]]></category>
		<category><![CDATA[fiume]]></category>
		<category><![CDATA[mazara del vallo]]></category>
		<category><![CDATA[mazaro]]></category>
		<category><![CDATA[ponte]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://gabrieleburgazzi.com/?p=378</guid>
		<description><![CDATA[Il fiume Mazaro dà il nome alla, in parte omonima città, Mazara del Vallo. Il fiume attraversa la città e ne ha sempre delimitato la parte &#8220;storica&#8221; da quella moderna, fino a qualche decennio fa considerata aperta campagna. Ecco quindi &#8230; <a href="http://gabrieleburgazzi.com/il-fiume-mazaro/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il fiume Mazaro dà il nome alla, in parte omonima città, Mazara del Vallo. Il fiume attraversa la città e ne ha sempre delimitato la parte &#8220;storica&#8221; da quella moderna, fino a qualche decennio fa considerata aperta campagna. Ecco quindi che per arrivare al centro città è necessario attraversare il fiume, attraverso un piccolo ponte che da vero e proprio imbuto, riversando sulla popolazione quella che per Benigni rappresenta una delle più gravi calamità della Sicilia: lu trafficu.</p>
<p>A questo aggiungiamo che l&#8217;italiano medio è anche tremendamente pigro, il che porta ad utilizzare l&#8217;auto anche per spostarsi di poche centinaia di metri, ed ecco che si è formato un ingorgo di considerevoli dimensioni. Il passaggio sul ponte, tutto sommato, a piedi non è nemmeno male e a conti fatti, non credo che sia così più lento di andare in macchina.</p>
<p>La visuale che si ha sul fiume Mazaro offre un interessante spaccato di questa cittadina che ha sempre fatto del suo porto e della flotta marina uno dei principali vanti. Ecco come si presenta, in una sera di Dicembre, la visuale dal ponte in direzione dell&#8217;estuario del Mazaro:</p>
<div id="attachment_379" class="wp-caption aligncenter" style="width: 710px"><a rel="attachment wp-att-379" href="http://gabrieleburgazzi.com/il-fiume-mazaro/fiume_mazaro/"><img class="size-full wp-image-379" title="fiume_mazaro" src="http://gabrieleburgazzi.com/wp-content/uploads/2011/01/fiume_mazaro.jpg" alt="Canon EOS 1000d ISO 400 Tamron 10-24 @10mm f/9 1,6 sec" width="700" height="394" /></a><p class="wp-caption-text">Canon EOS 1000d ISO 400 Tamron 10-24 @10mm f/9 1,6 sec</p></div>
<p>Dal punto di vista tecnico, per eseguire lo scatto ho dovuto necessariamente appoggiarmi ad una base stabile, nel caso specifico la balaustra della ringhiera di protezione del ponte. Il cielo particolarmente scuro, e la scarsa illuminazione mi ha costretto ad alzare gli ISO, ma non in modo eccessivo. Questo per due semplici motivi: la possibilità di avere una base di appoggio stabile permette di poter scattare anche con diversi secondi di esposizione, mentre la forte presenza di nero, qualora avessi alzato ancora di molto gli ISO avrebbe comportato un sensibile aumento di rumorosità all&#8217;interno dell&#8217;immagine.</p>
<p>Per dare una maggiore senso di profondità ho impostato a F9 l&#8217;apertura focale. Lo scatto è stato eseguito a 10mm, offrendo così un&#8217;ampio angolo di visuale. Sul lato sinistro della foto è possibile notare la scia lasciata dalle auto passare, testimonanzia di come il tempo di eposizione sia durato un secondo abbondante.</p>
<p>La post-produzione ha previsto una semplice saturazione dei colori, andando ad eliminare le componenti ciano e magenta, per ridurre in modo piuttosto semplice la rumorosità frutto dei 400 ISO.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://gabrieleburgazzi.com/il-fiume-mazaro/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Garzetta in fase di decollo</title>
		<link>http://gabrieleburgazzi.com/garzetta-in-fase-di-decollo/</link>
		<comments>http://gabrieleburgazzi.com/garzetta-in-fase-di-decollo/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 14 Mar 2010 13:25:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator></dc:creator>
				<category><![CDATA[animali]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
		<category><![CDATA[bianco]]></category>
		<category><![CDATA[buccinasco]]></category>
		<category><![CDATA[decollo]]></category>
		<category><![CDATA[esposizione]]></category>
		<category><![CDATA[garzetta]]></category>
		<category><![CDATA[gudo gambaredo]]></category>
		<category><![CDATA[sorgive]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://gabrieleburgazzi.com/?p=301</guid>
		<description><![CDATA[Le giornate cominciano a farsi più calde e soleggiate e i volatili riempiono sempre più le campagne sud-milanesi. È proprio in corrispondenza di una delle tante sorgive della pianura che mi apposto frequentemente, in attesa che qualche pennuto faccia la &#8230; <a href="http://gabrieleburgazzi.com/garzetta-in-fase-di-decollo/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le giornate cominciano a farsi più calde e soleggiate e i volatili riempiono sempre più le campagne sud-milanesi. È proprio in corrispondenza di una delle tante sorgive della pianura che mi apposto frequentemente, in attesa che qualche pennuto faccia la propria apparizione.<br />
Come spesso accade, le migliori occasioni si incontrano fortunosamente e, come le proverbiali leggi di Murphy, quando si è meno pronti; è il caso della garzetta proposta nel seguente scatto.<br />
<div id="attachment_302" class="wp-caption aligncenter" style="width: 710px"><a href="http://gabrieleburgazzi.com/garzetta-in-fase-di-decollo/garzetta_decollo/" rel="attachment wp-att-302"><img src="http://gabrieleburgazzi.com/wp-content/uploads/2010/03/garzetta_decollo.jpg" alt="Canon EOS 1000d ISO 200 Sigma 150-500 @500mm f/9 1/500sec" title="garzetta_decollo" width="700" height="524" class="size-full wp-image-302" /></a><p class="wp-caption-text">Canon EOS 1000d ISO 200 Sigma 150-500 @500mm f/9 1/500sec</p></div></p>
<p>Il soggetto inquadrato, caratterizzato da un bianco intenso, mi ha costretto a sottoesporre di due stop: questa tecnica è fondamentale in reflex digitali come la mia Canon EOS 1000d (sprovvista di esposizione spot) per evitare di bruciare informazioni preziose che mostrano in dettaglio il piumaggio del volatile. Impostare una focale di f9 mi ha invece consentito di godere di una maggiore nitidezza della lente, che in questo caso è stata impiegata alla massima estensione focale. </p>
<p>La velocità di scatto è stata invece di 1/500: sufficiente per immortalare il soggetto nell&#8217;atto di staccarsi dal suolo, non ha però evitato i problemi di mosso sulle ali, la parte con movimento più repentino.  </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://gabrieleburgazzi.com/garzetta-in-fase-di-decollo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Airone e farfalla</title>
		<link>http://gabrieleburgazzi.com/airone-e-farfalla/</link>
		<comments>http://gabrieleburgazzi.com/airone-e-farfalla/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 05 Aug 2009 16:21:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator></dc:creator>
				<category><![CDATA[animali]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
		<category><![CDATA[airone]]></category>
		<category><![CDATA[esposizione]]></category>
		<category><![CDATA[farfalla]]></category>
		<category><![CDATA[tresa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://gabrieleburgazzi.com/?p=184</guid>
		<description><![CDATA[Nell&#8217;oramai solita pausa pranzo che è diventata occasione preziosa per osservare i cormorani, gli aironi e altri pennuti meno abitudinari, raccolgo la solita macchina fotografica, la solita automobile e mi reco sul solito fiume Tresa. Come da consetudine lo schivo &#8230; <a href="http://gabrieleburgazzi.com/airone-e-farfalla/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nell&#8217;oramai solita pausa pranzo che è diventata occasione preziosa per osservare i cormorani, gli aironi e altri pennuti meno abitudinari, raccolgo la solita macchina fotografica, la solita automobile e mi reco sul solito fiume Tresa. Come da consetudine lo schivo e malfidente Airone, già immortalato in questa occasione, riposa all&#8217;ombra degli alberi comodamente appoggiato su un tronco.</p>
<div id="attachment_185" class="wp-caption aligncenter" style="width: 710px"><img class="size-full wp-image-185" title="posa_airone" src="http://gabrieleburgazzi.com/wp-content/uploads/2009/08/posa_airone.jpg" alt="Canon EOS 1000d ISO 400 Sigma 150-500 @500mm f/9 1/250sec" width="700" height="412" /><p class="wp-caption-text">Canon EOS 1000d ISO 400 Sigma 150-500 @500mm f/9 1/250sec</p></div>
<p>La simpatica bestiola, forse consapevole di essere facile vittima del mio obbiettivo fotografico si è andata a scegliere una posizione estremamente lunga, troppo lunga, e con il mio Sigma 150-500mm cerco di fare il possibile: come ripetuto fino alla nausea, la mancanza dell&#8217;esposizione spotted mi costringe ad usare quelle media pesata al centro, sottoesponendo di 2 stop per evitare di bruciare il soggetto. Purtroppo, non appena il soggetto è troppo lungo però l&#8217;esposizione impasta troppo i dettagli dell&#8217;animale, rendendo poco utilizzabili gli scatti. La scelta di utilizzare F9 alzando così i tempi di esposizione è legata alla necessità di aumentare la nitidezza e allo stesso tempo consentita dal poter sfruttare un appoggio per mantenere la camera più stabile.</p>
<div id="attachment_186" class="wp-caption aligncenter" style="width: 710px"><img class="size-full wp-image-186" title="farfalla" src="http://gabrieleburgazzi.com/wp-content/uploads/2009/08/farfalla.jpg" alt="Canon EOS 1000d ISO 400 Sigma 150-500 @500mm f/9 1/800sec" width="700" height="467" /><p class="wp-caption-text">Canon EOS 1000d ISO 400 Sigma 150-500 @500mm f/9 1/800sec</p></div>
<p>Lo scatto migliore, nemmeno a farlo apposta, lo effettuo ad una farfalla che, posata su di un fiore è decisamente più disponibile e facile da fotografare.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://gabrieleburgazzi.com/airone-e-farfalla/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Metropolitana di Londra</title>
		<link>http://gabrieleburgazzi.com/metropolitana-di-londra/</link>
		<comments>http://gabrieleburgazzi.com/metropolitana-di-londra/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 03 May 2009 12:42:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator></dc:creator>
				<category><![CDATA[londra]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<category><![CDATA[bandiera inglese]]></category>
		<category><![CDATA[colori]]></category>
		<category><![CDATA[esposizione]]></category>
		<category><![CDATA[metropolitana]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://gabrieleburgazzi.com/?p=104</guid>
		<description><![CDATA[La metropolitana londinese, esempio per efficienza e puntualità non consente di effettuare foto con flash attivato: ecco che allora mi diverto a scattare con tempi di esposizione piuttosto dilatati, nel tentativo di raccogliere qualche immagine. Il simpatico effetto che si &#8230; <a href="http://gabrieleburgazzi.com/metropolitana-di-londra/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_105" class="wp-caption alignnone" style="width: 710px"><img class="size-full wp-image-105" title="metropolitana_londra" src="http://gabrieleburgazzi.com/wp-content/uploads/2009/05/metropolitana_londra.jpg" alt="Canon EOS 1000d ISO 800 21mm f/5 1/4sec" width="700" height="427" /><p class="wp-caption-text">Canon EOS 1000d ISO 800 21mm f/5 1/4sec</p></div>
<p>La metropolitana londinese, esempio per efficienza e puntualità non consente di effettuare foto con flash attivato: ecco che allora mi diverto a scattare con tempi di esposizione piuttosto dilatati, nel tentativo di raccogliere qualche immagine. Il simpatico effetto che si ottiene all&#8217;arrivo del treno immortalato, come in questo caso, con un tempo di 1/4 di secondo è decisamente particolare; complici anche i colori della metropolitana, l&#8217;effetto ottenuto è quello di una simil-bandiera inglese.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://gabrieleburgazzi.com/metropolitana-di-londra/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

