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Lago Delio, o d’Elio? Questo è il dilemma

Quale che sia il reale nome, una recente capatina a questo invaso naturale, di origine glaciale, è stata l’occasione per fare qualche scatto in notturna. Tralasciando il fatto che il buon Dorin Gega, rinominato stitching fanatic, non si è esibito in uno dei suoi marchi di fabbrica (la fotografia panoramica, appunto), lo scenario che questo ambiente è in grado di ricreare è suggestivo e, di notte, anche decisamente inquietante.

Gli scatti a seguire:

Canon EOS 60d Canon EF 17-40 @20mm f/8 ISO 400 36 sec
Canon EOS 60d Canon EF 17-40 @20mm f/8 ISO 400 36 sec
Canon EOS 60d Canon EF 17-40 @40mm f/8 ISO 400 13sec
Canon EOS 60d Canon EF 17-40 @40mm f/8 ISO 400 13sec
Canon EOS 60d Canon EF 17-40 @32mm f/8 ISO 400 10sec
Canon EOS 60d Canon EF 17-40 @32mm f/8 ISO 400 10sec
Canon EOS 60d Canon EF 17-40 @17mm f/7,1 ISO 400 30sec
Canon EOS 60d Canon EF 17-40 @17mm f/7,1 ISO 400 30sec
Canon EOS 60d Canon EF 17-40 @17mm f/8 ISO 400 8sec
Canon EOS 60d Canon EF 17-40 @17mm f/8 ISO 400 8sec
Canon EOS 60d Canon EF 17-40 @17mm f/8 ISO 400 8sec
Canon EOS 60d Canon EF 17-40 @17mm f/8 ISO 400 8sec

Avere l’occasione di vedere una diga simile, in un posto isolato, di notte merita sicuramente: l’imponenza della cinta di cemento armato da’ un certo senso di impotenza di fronte a una simile massa. Le foto sono state post-prodotte nel tentativo di ricreare quanto più possibile proprio quell’atmosfera. Avendo scattato con bilanciamento del bianco in automatico, l’unica fonte di luce rappresentata dai fari che indicano i bordi della strada sopra la diga, rappresenta anche la fonte principale di luce per lo scatto, soprattutto in una sera senza luna come in questa occasione. Il risultato è una foto con una forte dominante gialla che, personalmente, non gradisco molto. Ecco allora che ho preferito desaturare gli scatti, aumentando la luminosità e migliorando il contrasto.

Nibbio Bruno

Terminato da poco un tipico temporalone estivo, carico di acqua con contorno di tuoni e fulmini, con il saggio Bordin andiamo a fare una capatina alla solita diga sita nei pressi redazionali. Avvistati i sempre pigri ma solerti cormorani, proviamo ad avvicinarci, purtroppo i simpatici volatili non gradiscono la nostra presenza. Tentiamo così la fortuna con il solito e un po’ troppo asociale Airone di cui già precedentemente ero riuscito a immortalare quallche posa: men che meno, anche lui non gradisce la nostra presenza.

Canon EOS 1000d ISO 400 Sigma 150-500 @500mm f/9 1/1000sec
Canon EOS 1000d ISO 400 Sigma 150-500 @500mm f/9 1/1000sec

Sulla strada del ritorno l’occhio vigile di Alessandro (o Bordin, dirsivoglia), scruta due rapaci appostati: il primo spicca il volo dopo troppo poco tempo, mentre il secondo sembra volersi godere ancora un po’ la sosta. Il cielo grigio e il soggetto in campo lungo e in pieno controluce non aiutano di certo, e, impostata la macchina con una sovraesposizione di 2/3 di stop comincio a scattare. Il volatile, riconosciuto come un Nibbio Bruno, è intento ad asciugarsi le ali prima di poter riprendere a volteggiare alla ricerca di qualche nuova preda.

Canon EOS 1000d ISO 400 Sigma 150-500 @500mm f/9 1/800sec
Canon EOS 1000d ISO 400 Sigma 150-500 @500mm f/9 1/800sec

Purtroppo l’eccessiva presenza di ombre e il forte controluce limita fortemente la qualità e il livello dei dettagli delle foto. In tutti e tre i casi ho lavorato alzando l’esposizione e andando poi a riempire le luci di contorno.

Canon EOS 1000d ISO 400 Sigma 150-500 @500mm f/9 1/800sec
Canon EOS 1000d ISO 400 Sigma 150-500 @500mm f/9 1/800sec