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Da soli, nella nebbia

Giornate cariche di nebbia avvolgono la provincia di Milano, nascondendo ogni cosa. Una coltre spessa e grigia, morbida si adagia su campi e prati nascendo dal nulla e schermando anche il sole. Un grigiore diffuso che offre però la possibilità di osservare sotto una prospettiva alternativa realtà già conosciute, che possono così acquisire un nuovo fascino con la nebbia.

Già perchè con la nebbia bisogna prestare attenzione mentre ci si muove, in macchina o a piedi: una attenzione cui non siamo abituati e che ci permette, in alcuni casi, di scoprire cose nuove. Ed è così che mi si staglia, confusa all’orizzonte, una sagoma poco definita. In un campo, lasciato a riposare per l’inverno, solitaria passa il tempo una cicogna. Magari persa, magari confusa, o semplicemente a riposo mi vede e accetta la mia presenza. Purchè non mi avvicini troppo.

È come se la nebbia la facesse sentire più al sicuro, abbracciandola e cullandola. La foto a seguire.

Canon EOS 60d ISO 400 Sigma 150-500 @500mm f/9 1/800 sec
Canon EOS 60d ISO 400 Sigma 150-500 @500mm f/9 1/800 sec

I giorni di pioggia e carichi di umido non hanno di certo contribuito a mantenere candido il piumaggio di questo esemplare che sembra, sommariamente, aver vissuto giorni migliori. Ma magari l’ho solo colto in un momento no, intento a pensare e poco propenso al presentarsi in grande smalto.

Cicogna in volo

Ripropongo uno scatto di qualche mese fa; era Settembre, il calore estivo si faceva ancora sentire e le risaie del sud milanese erano piene di volatili. Le risaie ancora piene di acqua rappresentano un ricettacolo di nutrimento per molti pennuti, che non esitano a muoversi in blocco per riempirsi lo stomaco. La calura e forse anche la pancia piena, mi consentono di poter avvicinare molto gli esemplari presenti, che si dimostrano diffidenti sì, ma non eccessivamente.

Canon EOS 1000d ISO 400 Sigma 150-500 @500mm f/6,3 1/4000sec
Canon EOS 1000d ISO 400 Sigma 150-500 @500mm f/6,3 1/4000sec

Lo scatto proposto è stato effettuato con una luce quasi frontale: per evitare di bruciare i bianchi (che però hanno perso qualche dettaglio di troppo in corrispondenza della fine del collo della cicogna) ho dovuto sottoesporre sensibilmente. Ciò ha comportato una scarsa resa dei toni scuri, specialmente quelli neri della parte finale del piumaggio alare: lo strumento luci/ombre va usato con estrema cautela in questo caso, si rischia infatti di andare a far emergere molto rumore dalle zone particolarmente in ombra, aumentando la “grana”. L’aver scattato a 400 ISO non ha di certo aiutato: di fronte alla scelta di rischiare di avere un soggetto un po’ mosso e di penalizzare la qualità dell’immagine ho preferito quest’ultima.

L’ottima luce mi ha comunque permesso di scattare con tempi molto veloci, immobilizzando il soggetto. L’immagine è stata lavorata con le oramai due classiche passate di maschera di contrasto ed è stata successivamente saturata.