Dopo aver comunicato con mia somma gioia e soddisfazione l’avvenuta cattura (fotograficamente parlando) dell’airone, propongo qualche nuovo scatto del pennuto. Il soggetto era abbastanza vicino, anche se diffidente, e si è lasciato immortalare in differenti scatti.

Canon EOS 1000d ISO 200 Sigma 150-500 @500mm f/9 1/160sec

Canon EOS 1000d ISO 200 Sigma 150-500 @500mm f/9 1/250sec
Come per gli scatti precedenti ho preferito impostare f9 per garantire una messa fuoco quanto più possibile estesa sul soggetto, senza perdere dettagli; alla massima escursione focale inoltre, il buon Sigma 150-500 è forse un po’ troppo morbido e, per guadagnare in nitidezza è consigliabile chiudere un po’ i diaframmi. Entrambe le foto sono state trattate con Photoshop attraverso smart sharpen e hanno subìto una saturazione dei colori.
Dopo settimane di appostamenti, inseguimenti, strategie studiate a tavolino e imprecazioni varie, con un pizzico di orgoglio annuncio la cattura fotografica del signor Airone. A seguire i primi scatti che ho elaborato:

Canon EOS 1000d ISO 200 Sigma 150-500 @500mm f/9 1/200sec
Già il riuscire ad avvicinarmi così tanto ad un airone è stata una soddisfazione non da poco: nonostante i 500mm (oltre a 750mm equivalenti) che il mio buon Sigma mi permette di avere, non è comunque semplice riuscire a portarsi abbastanza vicini. La giornata uggiosa e la totale assenza di persone nel corso della mattinata può aver aiutato sicuramente: l’esemplare era infatti molto tranquillo e per nulla all’erta. Ho lasciato a 200 gli ISO e provato a scatare ad 1/200; lo stabilizzatore ha funzionato egregiamente, evitando ogni problema di mosso. Per guadagnare qualcosa in nitidezza ho scattato a f9. L’immagine ha subito due passate di smart sharpen, la prima con raggio 10 px a grandezza originale, la seconda con raggio 0,7 una volta ridimensionata. Per dare maggiore impatto allo scatto ho inoltre applicato un po’ di saturazione alla foto.

Canon EOS 1000d ISO 200 Sigma 150-500 @500mm f/9 1/250sec
Il mio momento di gloria ottenuto con l’avvicinamento senza essere notato non è però durato molto: è bastato cercare di cambiare l’angolazione di scatto per essere identificato come ospite sgradito e il simpatico pennuto ha pensato bene di girare i tacchi. I dati di scatto sono molto simili a quelli sopra analizzati: la scelta di scattare anche in questo caso a f9 è stata dettata dalla necessità di poter garantire un fuoco corretto su tutta l’apertura alare del soggetto. Prossimamente vi proporrò altri scatti di questa fortunata spedizione nella campagne di Gudo gambaredo.
Nell’oramai solita pausa pranzo che è diventata occasione preziosa per osservare i cormorani, gli aironi e altri pennuti meno abitudinari, raccolgo la solita macchina fotografica, la solita automobile e mi reco sul solito fiume Tresa. Come da consetudine lo schivo e malfidente Airone, già immortalato in questa occasione, riposa all’ombra degli alberi comodamente appoggiato su un tronco.

Canon EOS 1000d ISO 400 Sigma 150-500 @500mm f/9 1/250sec
La simpatica bestiola, forse consapevole di essere facile vittima del mio obbiettivo fotografico si è andata a scegliere una posizione estremamente lunga, troppo lunga, e con il mio Sigma 150-500mm cerco di fare il possibile: come ripetuto fino alla nausea, la mancanza dell’esposizione spotted mi costringe ad usare quelle media pesata al centro, sottoesponendo di 2 stop per evitare di bruciare il soggetto. Purtroppo, non appena il soggetto è troppo lungo però l’esposizione impasta troppo i dettagli dell’animale, rendendo poco utilizzabili gli scatti. La scelta di utilizzare F9 alzando così i tempi di esposizione è legata alla necessità di aumentare la nitidezza e allo stesso tempo consentita dal poter sfruttare un appoggio per mantenere la camera più stabile.

Canon EOS 1000d ISO 400 Sigma 150-500 @500mm f/9 1/800sec
Lo scatto migliore, nemmeno a farlo apposta, lo effettuo ad una farfalla che, posata su di un fiore è decisamente più disponibile e facile da fotografare.

Canon EOS 1000d ISO 400 Sigma 150-500 @500mm f/9 1/250sec
Durante una delle pause pranzo, soprattutto nelle giornate particolarmente soleggiate, andare in missione fotografica, alla ricerca di qualche scatto, è un piacevole passatempo. A due minuti da Luino, ma forse meno, posteggiamo la macchina e decidiamo così di metterci alla ricerca di qualche volatile: in prima battuta, un corrmorano che ci dà le spalle sembra essere la vittima ideale, ma il pennuto non gradisce la nostra presenza.
Diversi minuti dopo incappiamo invece in un airone, piuttosto lontano, momento giusto per testare la qualità del Sigmone: il soggetto, estremamente chiaro ha come sfondo una fitta vegetazione scura; l’esposizione deve pertanto essere presa spot, direttamente sull’airone, peccato che questa funzione non sia prevista nella mia piccola 1000d. Dopo diverse prove e imprecazioni, la soluzione è quella di sottoesporre in modo consistente, ovviando così al problema.

Canon EOS 1000d ISO 400 Sigma 150-500 @500mm f/9 1/250sec
Scaricate le foto e cominciato a fare i primi ritocchi, il problema che incontro è invece legato alla saturazione: voler dare maggior risalto ai colori della foto non è affatto semplice in questo particolare caso. La grande varietà di grigi che contraddistingue il volatile in questione è tanto bella quanto delicata da postprodurre e basta pochissimo per farla diventare viola o blu. Le immagini non hanno quindi subito alcuna saturazione, sono solamente state croppate e hanno subito la solita e immancabile maschera di contrasto.