La gestione del bianco è una delle cose più difficili da fare quando ci si trova a ritrarre soggetti con un piumaggio particolarmente candido ma illuminati in modo non proprio ottimale. I continui appostamenti all’Airone reale hanno dato nuovi frutti, purtroppo non ancora quelli sperati, se non altro non fanno che offrirmi altre e nuove occasioni per migliorare la mia gestione del bianco.

Canon EOS 1000d ISO 200 Sigma 150-500 @500mm f/9 1/2000sec

Canon EOS 1000d ISO 200 Sigma 150-500 @500mm f/9 1/2000sec

Questo primo piano è risultato essere particolarmente ostico in fase di postproduzione: la parte anteriore era infatti illuminata direttamente da un sole piuttosto forte per il periodo, mentre il dorso appariva assolutamente in ombra. Per evitare di bruciare il bianco ho sottoesposto di due stop, scattando con un tempo di 1/2000. La zona in ombra è forse un po’ troppo tendente all’azzurro, ma, onestamente non sono riuscito a fare di meglio. Il livello di dettaglio che sono riuscito a recuperare sul piumaggio, soprattutto quelloe anteriore, mi ha invece soddisfatto.

Purtroppo in queste occasioni il bilanciamento automatico della macchina non funziona perfettamente: sarebbe impensabile riuscire ad avere uno strumento elettronico in grado di fornire un bianco candido e perfetto proprio dove ne abbiamo bisogno. È fondamentale in questo caso lavorare soggettivamente con il bilanciamento dei colori, sia sulle ombre (particolarmente in questo caso), sia sui mezzitoni. In questo caso ho bilanciato a favore delle tonalità gialle di una quindicina di punti, togliendo spazio all’azzurro predominante della foto.

A completare la fortunata spedizione domenicale, propongo uno scatto dell’Airone bianco reale. Anche in questo caso, il soggetto, piuttosto distante, è stato inquadrato alla massima focale.

Canon EOS 1000d ISO 200 Sigma 150-500 @500mm f/9 1/250sec

Canon EOS 1000d ISO 200 Sigma 150-500 @500mm f/9 1/250sec

Come già spiegato nel post precedente, anche in questo caso ho dovuto sottoesporre di due stop, per evitare di bruciare il piumaggio bianco. In photoshop ho ulteriormente diminuito l’esposizione, riusciendo a raccogliere ulteriori dettagli del piumaggio. Solo in seguito, attraverso lo strumento shadow/highlights ho recuperato lo sfondo, calcando un po’ sui neri. La maschera di contrasto e un po’ di saturazione hanno completato lo scatto.

Anche questa foto è frutto della mia fortunata uscita domenicale: l’incontro con l’Airone è stato accompagnato anche dall’occasione di poter vedere una piccola Garzetta e di un Airone bianco maggiore. Il raduno dei Cicogniformi, verrebbe da dire. A seguire lo scatto della Garzetta, ancora piccola:

Canon EOS 1000d ISO 200 Sigma 150-500 @500mm f/9 1/250sec

Canon EOS 1000d ISO 200 Sigma 150-500 @500mm f/9 1/250sec

Anche in questo caso, come nelle precedenti foto postate, ho preferito mantenere a 9 l’apertura focale, così da guadagnare qualcosa in nitidezza: dopo aver controllato di poter scattare con un tempo di esposizione sufficiente, ho proceduto alla raffica. In questo caso la difficoltà maggiore è stata rappresentata dalla gestione del bianco: dopo aver impostato l’esposizione media pesata al centro ho proceduto a sottoesporre di due stop. Il risultato è stato un soggeto ben ritratto, ma con l’istogramma che mostrava comunque alcuni dettagli del bianco persi. In questi casi, la mancanza di un controllo dell’esposizione spot si sente e mette in luce i limiti di una reflex destinata alla fascia bassa del mercato, come la Canon 1000d impiegata per la foto sopra riportata. L’immagine è stata trattata con l’immancabile smart sharpen (doppia passata con differenti raggi di azione) e successivamente saturata: per dare maggiore profondità alla scena ho calcato la mano soprattutto sui neri.

Dopo aver comunicato con mia somma gioia e soddisfazione l’avvenuta cattura (fotograficamente parlando) dell’airone, propongo qualche nuovo scatto del pennuto. Il soggetto era abbastanza vicino, anche se diffidente, e si è lasciato immortalare in differenti scatti.

Canon EOS 1000d ISO 200 Sigma 150-500 @500mm f/9 1/160sec

Canon EOS 1000d ISO 200 Sigma 150-500 @500mm f/9 1/160sec

Canon EOS 1000d ISO 200 Sigma 150-500 @500mm f/9 1/250sec

Canon EOS 1000d ISO 200 Sigma 150-500 @500mm f/9 1/250sec

Come per gli scatti precedenti ho preferito impostare f9 per garantire una messa fuoco quanto più possibile estesa sul soggetto, senza perdere dettagli; alla massima escursione focale inoltre, il buon Sigma 150-500 è forse un po’ troppo morbido e, per guadagnare in nitidezza è consigliabile chiudere un po’ i diaframmi. Entrambe le foto sono state trattate con Photoshop attraverso smart sharpen e hanno subìto una saturazione dei colori.