L’occhio inganna, alle volte

Spesso mi sono trovato a domandarmi se occhi di diverse persone, negli stessi posti, vedano cose differenti. Quali sfaccettature una persona è in grado di cogliere e perchè, di fronte a delle nuvole nel cielo, due persone possono vedere differenti forme?

Avere la risposta, forse, sarebbe una gran cosa. Nel mio piccolo mi limito a pensarci e riflettere a riguardo, esprimendo le mie personalissime considerazioni. Ed è così che mi trovo, quasi per caso, ad osservare le opere di Edward Hopper. Per chi non lo conoscesse, come me fino a poco tempo fa, ecco un breve passaggio tratto da Wikipedia che lo descrive:

Edward Hopper (July 22, 1882 – May 15, 1967) was a prominent American realist painter and printmaker. While most popularly known for his oil paintings, he was equally proficient as a watercolorist and printmaker in etching. In both his urban and rural scenes, his spare and finely calculated renderings reflected his personal vision of modern American life.

Insomma, un pittore contemporaneo che nella sua carriera ha dipinto anche molti paesaggi nei dintorni di Cape Cod, la penisola che si trova nelle vicinanze di Boston. E visto che di recente in quei posti ci sono stato, osservare quei dipinti in effetti è come fare un giro, di nuovo, a Cape Cod.

Sfogliando alcune delle sue opere, sono rimasto un po’ colpito da alcune analogie, che riporto a seguire.

Edward Hopper - "Seven AM"
Edward Hopper - "Seven AM"
Canon EOS 60d CZJ DDR 35mm f/8 ISO 200 1/125 sec
Canon EOS 60d CZJ DDR 35mm f/8 ISO 200 1/125 sec
Edward Hopper - The lighthouse at two Lights
Edward Hopper - The lighthouse at two Lights
Canon EOS 60d CZJ DDR 35mm f/11 ISO 400 1/250 sec
Canon EOS 60d CZJ DDR 35mm f/11 ISO 400 1/250 sec

Le analogie di queste due foto con i due quadri, dipinti decenni prima, lo garantisco, sono puro frutto del caso. Non conoscevo questo autore e le sue opere prima di partire, ed è per questo che sono rimasto colpito nel trovarle.
Ed è a questo punto che la domanda torna. Cosa realmente guida la visione di un uomo, ad osservare alcuni particolari, dalla medesima angolazione, con lo stesso taglio? La formazione cinematografica? O ancora più profondamente la formazione culturale di ognuno?

Bella domanda.

2 thoughts on “L’occhio inganna, alle volte”

  1. Forse è tutta “colpa” delle nozioni di composizione. Che spingono a fotografare (o dipingere) delle vedute secondo un certo rigore logico. Il faro poi è un classico. Ho notato che in molte foto/disegni che ho fatto anche io di fari, li ho sempre collocati a sinistra per esempio. E rarissimamente a destra. E non so il perchè! Un po’ più particolare la casa, che a prima vista probabilmente sembra un po’ meno interessante come soggetto e quindi teoricamente più variabile nella composizione… però anche lì deve aver preso il sopravvento la tecnica. Anche in questo caso molte immagini di pittori e fotografi la posizionano più di frequente a destra anzichè a sinistra… ed è un’altra curiosità.
    Che sia che abbiamo in mente un po’ troppe immagini stereotipate e tendiamo a “copiarle” nelle composizioni che facciamo? Comunque sia la tua domanda resta interessante! Ciao!

  2. Lieto di aver sollevato un quesito interessante.. Era proprio questo il mio intento ;). La questione credo che si possa anche terribilmente ampliare: quanto le foto verticali sono apprezzate oggi giorno?! Poco. Colpa forse della nostra abitudine di guardare la televisione, sempre più wide screen?! Possibile…

    Ciao!!

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