Dopo oramai un mese di grigiore che avvolge Milano, continuo a provare a fotografare con successo da vicino i diffidenti aironi che popolano le risaie di Gudo e dintorni. Anche questo sabato mi son quindi deciato alla ricerca di un giusto spot per poter passare inosservato ai diffidenti volatili: purtroppo, sono stato avvistato già in campo lungo, e i grandi uccelli se la sono subito battuta a “zampe” levate.
Sul tragitto sono stato però piacevolmente intrattenuto da uno stormo di uccellini, intenti a cibarsi da un albero: osservare i simpatici e non diffidenti, a differenza dei loro fratelli maggiori, è stata l’occasione giusta per fare qualche scatto.
La mancanza di una luce importante ha parecchio penalizzato l’utilizzo del teleobbiettivo: per scattare con tempi di esposizione che eliminassero problemi di mosso ho alzato a 400 gli ISO e lasciato al massimo dell’apertura la focale. Il risultato sono state immagini forse un po’ troppo morbide: non avrei saputo onestamente come fare di meglio.
Riguardandole sono rimasto colpito da una cosa in particolare, e non riguarda una particolarità legata allo scatto: l’uccellino, intento a cibarsi, si sostiene con una zampa e con l’altra regge invece il frutto da cui banchetta. Si scoprono sempre cose nuove!



