Il falchetto

Avere l’occasione di avvistare un rapace in libertà è qualcosa di molto raro, specialmente per chi vive in città. Non a caso, l’avvistamento di cui parlo è avvenuto in una delle mie tante trasferte Mazaresi: l’esemplare, un falchetto piuttosto giovane, l’avevo già incontrato nel periodo natalizio e l’ho ritrovato con mio grande piacere non solo nella stessa zona, ma esattamente sullo stesso posatoio. Come spesso accade in natura, gli animali sono molto abitudinari: cacciare e sfamarsi richiede infatti preparazione, metodo e anche una buona dose di impegno.

Canon EOS 1000d ISO 200 Sigma 150-500 @500mm f/9 1/1600sec
Canon EOS 1000d ISO 200 Sigma 150-500 @500mm f/9 1/1600sec

Purtroppo al pari dell’ultima volta, anche in questa occasione il poco tempo a disposizione e la mancanza di una attrezzatura adeguata (un treppiedi e un moltiplicatore di focale avrebbero sicuramente giovato). La foto mostra molti evidenti limiti e ha più uno scopo “documentaristico” che altro. Si tratta di un crop al 100%, vista la lontananza e la particolare diffiidenza del soggetto, che risente di una eccessiva morbidezza e della mancanza di dettagli. Anche il fondale, così come il muretto che fa da posatoio non aiutano di certo a rendere lo scatto piacevole alla vista.
Lo scatto, croppato al 100% è stato scattato alla massima estensione focale, con F9: consapevole di dover croppare successivamente ho cercato di far lavorare il teleobbiettivo nelle migliori condizioni qualitative possibili. L’immagine ha subito due passaggi di smart sharpen, oltre ad una regolazione delle luci attraverso lo strumento luci/ombre: per ovviare all’occhio in piena ombra ho impiegato lo strumento “dodge” localizzandolo sulla parte desiderata. Una lieve saturazione ha reso lo scatto più reale.

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