In una delle sere più fredde da molto tempo a questa parte è un falò che scalda. Un falò dedicato alla merla, gli ultimi del mese di Gennaio. Perchè della merla? Semplice:
“Una volta i merli erano bianchi. Ma un giorno di fine gennaio, stranamente tiepido, una merla esce dal nido e va a spasso e incontra Gennaio. Sicura che i giorni di sole sarebbero continuati, si mette a sbeffeggiarlo: “Genar Genarot, de te men impipi, che gò scundit i me merlot” Gennaio, che se ne stava andando tranquillo, punto sul vivo, si rivolta infuriato e le grida. “Du te i do e un tel prumetarò, bianca te set e negra te farò” e scatena una tempesta di neve che costringe la merla a rifugiarsi in un camino, da cui, dopo tre giorni esce tutta annerita.”
E così come neri sono diventati i merli, neri sono i profili delle persone illuminate dal falò che ricrea, in modo figurato, i camini in cui fu costretta a ripararsi la merla.








