Un’ora di neve

E poi succede che, dopo aver denigrato la neve in questo post, mi ritrovi a dirmi: invece che osservarla con il naso attaccato alla finestra, perchè non ci cammini? E allora raccatto le scarpe del tennis – che magari non sono il massimo ma sono delle ottime tuttofare -, la giacca e la macchina fotografica. Ed esco. Dopo mangiato, chiaramente, sia mai che mi venga un calo di energie.

E tra un cric e un croc, lascio le mie orme sulla neve fresca caduta e che continua a cadere. Mi viene da sorridere pensando che, al mio ritorno, le orme lasciate saranno già state cancellate da altra neve scesa.

La neve, pur essendo sempre acqua, non è come la pioggia. Ma dato che, alla fine, di stesso elemento si tratta, potrebbe essere rinominata come “pioggia signorile”: non infastidisce, bagna con discrezione e poco a poco. Se la si scuote si stacca anche dal giaccone, come scusandosi di essersi sbagliata ad appoggiarsi lì.

Canon EOS 60d Canon EF 17-40 @17mm f/4 ISO 1600 0,8sec

Canon EOS 60d Canon EF 17-40 @17mm f/4 ISO 1600 0,8sec

Canon EOS 60d Canon EF 17-40 @40mm f/4 ISO 1600 1/30sec

Canon EOS 60d Canon EF 17-40 @40mm f/4 ISO 1600 1/30sec

Canon EOS 60d Canon EF 17-40 @40mm f/4 ISO 1600 1/8sec

Canon EOS 60d Canon EF 17-40 @40mm f/4 ISO 1600 1/8sec

Canon EOS 60d Canon EF 17-40 @19mm f/7,1 ISO 1600 0,6sec

Canon EOS 60d Canon EF 17-40 @19mm f/7,1 ISO 1600 0,6sec

Portare il treppiede, in questa occasione, mi avrebbe dato troppa noia: già non sono uno stambecco, figurarsi poi nella neve con le scarpe da tennis. Ho preferito tenere le mani libere, optando per alzare gli ISO e lavorare al meglio con i tempi di scatto. Ho scelto di impostare la macchina in default a 1600 ISO, con la mia 60d al di sopra di questa soglia il rumore generato è troppo e rende lo scatto tremendamente ricco di grana.

Per scattare ho cercato di impostare tempi che fossero al limite di sicurezza e che evitassero il mosso, non riuscendoci sempre. Oltre a cercare appoggi che mi aiutassero a rimanere stabile ho anche impostato la raffica ad alta velocità: in una sequenza di scatti (3 o 4) la possibilità di avere uno scatto che non sia mosso è migliore.

Neve, bianca e dannata

Dicesi neve quella forma di precipitazione atmosferica di acqua ghiacciata nella forma cristallina che, scendendo copiosamente dal cielo, incolla i nasi dei bambini alle finestre, riveste di bianco ogni cosa e scatena una seconda pioggia, questavolta di spergiuri, da parte degli automobilisti.

Già, perchè se la neve piace e infonde un senso di pace e quiete nella stragrande maggioranza degli esseri viventi, questo equilibrio interiore cambia il secondo dopo che abbiamo capito lo sbattimento che questa comporterà.

Spalare, sghiacciare, stare attento per strada, fare code, bagnarsi i piedi, rischiare di scivolare sono solo le prime noie che questa fatastica condizione atmosferica porta. Poi però la si guarda, un fiocco lento scende e si poggia sul naso, ci si riappacifica, e le cose le si prende con un po’ più di filosofia e tranquillità: fa freddo, ma nevica.

Canon EOS 60d Tamron 10-24 @10mm f/8 ISO 100 1/30sec

Canon EOS 60d Tamron 10-24 @10mm f/8 ISO 100 1/30sec

Canon EOS 60d Tamron 10-24 @10mm f/8 ISO 100 1/50sec

Canon EOS 60d Tamron 10-24 @10mm f/8 ISO 100 1/50sec

Riflessi, riflettere

Quanto riflettere serve? Serve aspettare, farsi domande, interrogarsi e pensare? Oppure è più opportuno comportarsi d’istinto, ascoltando quelle che sono le sensazioni immediate. Una questione profonda, a cui è difficile, impossibile, dare una risposta. Meno male che ci sono altri tipi di riflessi, allora. Riflessi ottici, come degli alberi che si specchiano sulla superficie di un piccolo lago.

Canon EOS 60d Canon EF 17-40 @40mm f/4 ISO 100 HDR

Canon EOS 60d Canon EF 17-40 @40mm f/4 ISO 100 HDR

Lago Delio, o d’Elio? Questo è il dilemma

Quale che sia il reale nome, una recente capatina a questo invaso naturale, di origine glaciale, è stata l’occasione per fare qualche scatto in notturna. Tralasciando il fatto che il buon Dorin Gega, rinominato stitching fanatic, non si è esibito in uno dei suoi marchi di fabbrica (la fotografia panoramica, appunto), lo scenario che questo ambiente è in grado di ricreare è suggestivo e, di notte, anche decisamente inquietante.

Gli scatti a seguire:

Canon EOS 60d Canon EF 17-40 @20mm f/8 ISO 400 36 sec

Canon EOS 60d Canon EF 17-40 @20mm f/8 ISO 400 36 sec

Canon EOS 60d Canon EF 17-40 @40mm f/8 ISO 400 13sec

Canon EOS 60d Canon EF 17-40 @40mm f/8 ISO 400 13sec

Canon EOS 60d Canon EF 17-40 @32mm f/8 ISO 400 10sec

Canon EOS 60d Canon EF 17-40 @32mm f/8 ISO 400 10sec

Canon EOS 60d Canon EF 17-40 @17mm f/7,1 ISO 400 30sec

Canon EOS 60d Canon EF 17-40 @17mm f/7,1 ISO 400 30sec

Canon EOS 60d Canon EF 17-40 @17mm f/8 ISO 400 8sec

Canon EOS 60d Canon EF 17-40 @17mm f/8 ISO 400 8sec

Canon EOS 60d Canon EF 17-40 @17mm f/8 ISO 400 8sec

Canon EOS 60d Canon EF 17-40 @17mm f/8 ISO 400 8sec

Avere l’occasione di vedere una diga simile, in un posto isolato, di notte merita sicuramente: l’imponenza della cinta di cemento armato da’ un certo senso di impotenza di fronte a una simile massa. Le foto sono state post-prodotte nel tentativo di ricreare quanto più possibile proprio quell’atmosfera. Avendo scattato con bilanciamento del bianco in automatico, l’unica fonte di luce rappresentata dai fari che indicano i bordi della strada sopra la diga, rappresenta anche la fonte principale di luce per lo scatto, soprattutto in una sera senza luna come in questa occasione. Il risultato è una foto con una forte dominante gialla che, personalmente, non gradisco molto. Ecco allora che ho preferito desaturare gli scatti, aumentando la luminosità e migliorando il contrasto.