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Neve, bianca e dannata

Dicesi neve quella forma di precipitazione atmosferica di acqua ghiacciata nella forma cristallina che, scendendo copiosamente dal cielo, incolla i nasi dei bambini alle finestre, riveste di bianco ogni cosa e scatena una seconda pioggia, questavolta di spergiuri, da parte degli automobilisti.

Già, perchè se la neve piace e infonde un senso di pace e quiete nella stragrande maggioranza degli esseri viventi, questo equilibrio interiore cambia il secondo dopo che abbiamo capito lo sbattimento che questa comporterà.

Spalare, sghiacciare, stare attento per strada, fare code, bagnarsi i piedi, rischiare di scivolare sono solo le prime noie che questa fatastica condizione atmosferica porta. Poi però la si guarda, un fiocco lento scende e si poggia sul naso, ci si riappacifica, e le cose le si prende con un po’ più di filosofia e tranquillità: fa freddo, ma nevica.

Canon EOS 60d Tamron 10-24 @10mm f/8 ISO 100 1/30sec
Canon EOS 60d Tamron 10-24 @10mm f/8 ISO 100 1/30sec
Canon EOS 60d Tamron 10-24 @10mm f/8 ISO 100 1/50sec
Canon EOS 60d Tamron 10-24 @10mm f/8 ISO 100 1/50sec

Riflessi, riflettere

Quanto riflettere serve? Serve aspettare, farsi domande, interrogarsi e pensare? Oppure è più opportuno comportarsi d’istinto, ascoltando quelle che sono le sensazioni immediate. Una questione profonda, a cui è difficile, impossibile, dare una risposta. Meno male che ci sono altri tipi di riflessi, allora. Riflessi ottici, come degli alberi che si specchiano sulla superficie di un piccolo lago.

Canon EOS 60d Canon EF 17-40 @40mm f/4 ISO 100 HDR
Canon EOS 60d Canon EF 17-40 @40mm f/4 ISO 100 HDR

Lago Delio, o d’Elio? Questo è il dilemma

Quale che sia il reale nome, una recente capatina a questo invaso naturale, di origine glaciale, è stata l’occasione per fare qualche scatto in notturna. Tralasciando il fatto che il buon Dorin Gega, rinominato stitching fanatic, non si è esibito in uno dei suoi marchi di fabbrica (la fotografia panoramica, appunto), lo scenario che questo ambiente è in grado di ricreare è suggestivo e, di notte, anche decisamente inquietante.

Gli scatti a seguire:

Canon EOS 60d Canon EF 17-40 @20mm f/8 ISO 400 36 sec
Canon EOS 60d Canon EF 17-40 @20mm f/8 ISO 400 36 sec
Canon EOS 60d Canon EF 17-40 @40mm f/8 ISO 400 13sec
Canon EOS 60d Canon EF 17-40 @40mm f/8 ISO 400 13sec
Canon EOS 60d Canon EF 17-40 @32mm f/8 ISO 400 10sec
Canon EOS 60d Canon EF 17-40 @32mm f/8 ISO 400 10sec
Canon EOS 60d Canon EF 17-40 @17mm f/7,1 ISO 400 30sec
Canon EOS 60d Canon EF 17-40 @17mm f/7,1 ISO 400 30sec
Canon EOS 60d Canon EF 17-40 @17mm f/8 ISO 400 8sec
Canon EOS 60d Canon EF 17-40 @17mm f/8 ISO 400 8sec
Canon EOS 60d Canon EF 17-40 @17mm f/8 ISO 400 8sec
Canon EOS 60d Canon EF 17-40 @17mm f/8 ISO 400 8sec

Avere l’occasione di vedere una diga simile, in un posto isolato, di notte merita sicuramente: l’imponenza della cinta di cemento armato da’ un certo senso di impotenza di fronte a una simile massa. Le foto sono state post-prodotte nel tentativo di ricreare quanto più possibile proprio quell’atmosfera. Avendo scattato con bilanciamento del bianco in automatico, l’unica fonte di luce rappresentata dai fari che indicano i bordi della strada sopra la diga, rappresenta anche la fonte principale di luce per lo scatto, soprattutto in una sera senza luna come in questa occasione. Il risultato è una foto con una forte dominante gialla che, personalmente, non gradisco molto. Ecco allora che ho preferito desaturare gli scatti, aumentando la luminosità e migliorando il contrasto.

Buio, freddo e stelle

Buio pesto, un freddo polare e le stelle in cielo. Se a questi tre ingredienti si aggiunge anche un laghetto ghiacciato, in quel di Montegrino Valtravaglia, abbiamo il necessario per qualche scatto interessante. La mancanza di luce costringe a tempi di scatto lunghi ed ecco allora che bisogna armarsi di pazienza e di un rimedio al freddo (appunto: ricordarsi di portare il giubbotto pesante e mettere due paia di calzini la prosima volta). Trigger per lo scatto remoto in posa B, che ci permette di andare ad eseguire esposizioni superiori a 30 secondi, la difficoltà in questi casi è la messa a fuoco e la composizione. Se c’è abbastanza luce per comporre la scena guardando nell’oculare, è difficile che la macchina riesca a mettere a fuoco in modo automatico.

Canon EOS 60d Canon EF 17-40 @17mm f/4 ISO 100 127sec
Canon EOS 60d Canon EF 17-40 @17mm f/4 ISO 100 127sec
Canon EOS 60d Canon EF 17-40 @17mm f/4 ISO 400 81sec
Canon EOS 60d Canon EF 17-40 @17mm f/4 ISO 400 81sec

Basta un’unica fonte di luce che, filtrata dai rami degli alberi, riesce a ricreare un’atmosfera particolarmente “thriller” alla scena: i riflessi del laghetto completano l’opera.