Category: animali

Riuscire a catturare un Airone senza che il volatile si accorga della vostra presenza e non vi fissi con fare guardingo, non è cosa affatto semplice. Avere una postazione mimetizzata, possibilmente che garantisca anche un buon punto di osservazione serve parecchio: nel sud milanese, i canali di irrigazione delle risaie, impiegati nel periodo estivo consentono di percorrere parecchi tratti di campo al di fuori da sguardi indiscreti e sono un’ottima soluzione per avvicinarsi a questi diffidenti cicogniformi.

Canon EOS 1000d ISO 400 Sigma 150-500 @500mm f/9 1/400sec

Canon EOS 1000d ISO 400 Sigma 150-500 @500mm f/9 1/400sec

Lo scatto, di qualche settimana fa, mostra un Airone con il piumaggio ancora da accoppiamento: i colori sono molto più tendenti al blu rispetto alla normale colorazione. La scarsa luce, unita alla necessità di avere una buona nitidezza (lo scatto è infatti un crop) mi ha portato ad usare 400 ISO e scattare ad F9; come molti teleobbiettivi, infatti, anche il Sigma 150-500 che impiego tende a perdere un po’ di nitidezza alla massima focale. Lo stabilizzatore di immagine, che tengo sempre attivo, aiuta nell’ottenere scatti precisi e a prevenire il micromosso: grazie a questa funzione si può in alcuni casi, avendo un saldo appoggio e trovata una posizione stabile, andare contro la regola ferrea che indica come fondamentale il rapporto mm e tempo di esposizione. Qualora si scattasse a 400mm infatti, sarebbe consigliabile scattare a 1/400, a 300mm 1/300 e via dicendo.

La domenica appena trascorsa, investita da un freddo gelido del nord, non ha portato le nevicate previste, almeno in Lombardia. Nel sud-milanese continua la frenetica attività dei volatili: con l’inverno quasi alle spalle comincia a intensificarsi il vai e vieni di tutte le specie. Gli aironi e le garzette, oramai ben adattati alla presenze dell’uomo, si trovano facilmente nelle campagne della mia zona, coltivata a risaie e grano. Ecco una Garzetta intenta ad atterrare:

Canon EOS 1000d ISO 400 Sigma 150-500 @500mm f/9 1/640sec

Canon EOS 1000d ISO 400 Sigma 150-500 @500mm f/9 1/640sec

L’immagine, complice una luce non favorevolissima è stata scattata a 400 ISO: fortunatamente ho avuto lo scrupolo di controllare prima le impostazioni di scatto, altrimenti avrei perso l’occasione di immortalare l’atterraggio del cicogniforme. Come sempre accade in questi casi, di fronte ad un soggetto bianco, ho dovuto sottoesporre di due stop, per evitare di bruciare il piumaggio del volatile. L’immagine ha subito il classico trattamento con smart sharpen e una lieve saturazione.

Ripropongo uno scatto di qualche mese fa; era Settembre, il calore estivo si faceva ancora sentire e le risaie del sud milanese erano piene di volatili. Le risaie ancora piene di acqua rappresentano un ricettacolo di nutrimento per molti pennuti, che non esitano a muoversi in blocco per riempirsi lo stomaco. La calura e forse anche la pancia piena, mi consentono di poter avvicinare molto gli esemplari presenti, che si dimostrano diffidenti sì, ma non eccessivamente.

Canon EOS 1000d ISO 400 Sigma 150-500 @500mm f/6,3 1/4000sec

Canon EOS 1000d ISO 400 Sigma 150-500 @500mm f/6,3 1/4000sec

Lo scatto proposto è stato effettuato con una luce quasi frontale: per evitare di bruciare i bianchi (che però hanno perso qualche dettaglio di troppo in corrispondenza della fine del collo della cicogna) ho dovuto sottoesporre sensibilmente. Ciò ha comportato una scarsa resa dei toni scuri, specialmente quelli neri della parte finale del piumaggio alare: lo strumento luci/ombre va usato con estrema cautela in questo caso, si rischia infatti di andare a far emergere molto rumore dalle zone particolarmente in ombra, aumentando la “grana”. L’aver scattato a 400 ISO non ha di certo aiutato: di fronte alla scelta di rischiare di avere un soggetto un po’ mosso e di penalizzare la qualità dell’immagine ho preferito quest’ultima.

L’ottima luce mi ha comunque permesso di scattare con tempi molto veloci, immobilizzando il soggetto. L’immagine è stata lavorata con le oramai due classiche passate di maschera di contrasto ed è stata successivamente saturata.

Cicogna in volo

Avere l’occasione di avvistare un rapace in libertà è qualcosa di molto raro, specialmente per chi vive in città. Non a caso, l’avvistamento di cui parlo è avvenuto in una delle mie tante trasferte Mazaresi: l’esemplare, un falchetto piuttosto giovane, l’avevo già incontrato nel periodo natalizio e l’ho ritrovato con mio grande piacere non solo nella stessa zona, ma esattamente sullo stesso posatoio. Come spesso accade in natura, gli animali sono molto abitudinari: cacciare e sfamarsi richiede infatti preparazione, metodo e anche una buona dose di impegno.

Canon EOS 1000d ISO 200 Sigma 150-500 @500mm f/9 1/1600sec

Canon EOS 1000d ISO 200 Sigma 150-500 @500mm f/9 1/1600sec

Purtroppo al pari dell’ultima volta, anche in questa occasione il poco tempo a disposizione e la mancanza di una attrezzatura adeguata (un treppiedi e un moltiplicatore di focale avrebbero sicuramente giovato). La foto mostra molti evidenti limiti e ha più uno scopo “documentaristico” che altro. Si tratta di un crop al 100%, vista la lontananza e la particolare diffiidenza del soggetto, che risente di una eccessiva morbidezza e della mancanza di dettagli. Anche il fondale, così come il muretto che fa da posatoio non aiutano di certo a rendere lo scatto piacevole alla vista.
Lo scatto, croppato al 100% è stato scattato alla massima estensione focale, con F9: consapevole di dover croppare successivamente ho cercato di far lavorare il teleobbiettivo nelle migliori condizioni qualitative possibili. L’immagine ha subito due passaggi di smart sharpen, oltre ad una regolazione delle luci attraverso lo strumento luci/ombre: per ovviare all’occhio in piena ombra ho impiegato lo strumento “dodge” localizzandolo sulla parte desiderata. Una lieve saturazione ha reso lo scatto più reale.