Category: animali

La recente pausa di Pasqua mi ha regalato qualche momento in più da dedicare alla fotografia. L’occasione di darci dentro con l’ottima cucina siciliana coincide con la possibilità di osservare nuove specie, che nel nord italia sarebbe impossibile altresì vedere. L’incontro con l’oggetto di questo post è stato fortuito e non frutto di un appostamento mirato e organizzato: in una zona particolarmente paludosa un esemplare giovane di Spatola bianca (Platalea leucorodia) mi si pone di fronte; non è particolarmente spaventato o timoroso e non si allontana immediatamente anche una volta individuata la mia presenza. Il becco presenta ancora una colorazione arancione intensa. A seguire lo scatto:

Canon EOS 1000d ISO 100 Sigma 150-500 @500mm f/11 1/4000sec

Canon EOS 1000d ISO 100 Sigma 150-500 @500mm f/11 1/4000sec

Le condizioni luce non sono risultate affatto favorevoli; il sole alto nel cielo, rimbalzato dal mare un po’ increspato ha fatto sì che mi trovassi in pieno controluce. Ho scattato sottoesponendo, nella speranza di non perdere dettagli e lavorare successivamente in post-produzione. Il risultato finale è stato quantomeno decoroso, soprattutto se tengo ben presenti le condizioni in cui lo scatto è stato importato. In un secondo tempo utilizzerò proprio questo scatto per analizzare la funzionalità luci/ombre di photoshop e a come sfruttarla su più livelli, per “tirare fuori” soggetti altrimenti ridotte a sagome in pieno controluce.

Le campagne di Buccinasco sono sempre più affollate di Aironi: questi magnifici esemplari di cicogniformi si sono oramai ben adattati alla presenza dell’uomo sul territorio e non esitano a popolare anche i terreni che confinano con la tanto trafficata tangenziale milanese. Pensare di poter avvicinare uno di questi animali è paradossalmente molto più semplice in auto che a piedi; gli aironi sono infatti più disturbati dalla presenza di uomini che da quella dei veicoli, che forse hanno avuto modo di conoscere e di identificare come innocui. Affiancarsi ad un campo e attendere così l’arrivo di uno di questi esemplari può essere una valida tecnica. Ecco uno scatto ottenuto proprio dall’auto.

Canon EOS 1000d ISO 200 Sigma 150-500 @500mm f/8 1/800sec

Canon EOS 1000d ISO 200 Sigma 150-500 @500mm f/8 1/800sec

L’immagine sottolinea la completa indifferenza del sogetto nei miei confronti, cosa altrimenti impossibile fossi stato a piedi: il soggetto non si trova a più di 30 metri da me, e il suo essere intento a cercare cibo conferma la sua totale indifferenza. La possibilità di avere un appoggio saldo su cui posare la macchina durante lo scatto mi ha aiutato ad evitare ogni problema relativo al mosso; ho impostato F8 per dare il giusto sfocato allo sfondo e creare una cornice diffusa attorno al soggetto principale.

Le giornate cominciano a farsi più calde e soleggiate e i volatili riempiono sempre più le campagne sud-milanesi. È proprio in corrispondenza di una delle tante sorgive della pianura che mi apposto frequentemente, in attesa che qualche pennuto faccia la propria apparizione.
Come spesso accade, le migliori occasioni si incontrano fortunosamente e, come le proverbiali leggi di Murphy, quando si è meno pronti; è il caso della garzetta proposta nel seguente scatto.

Canon EOS 1000d ISO 200 Sigma 150-500 @500mm f/9 1/500sec

Canon EOS 1000d ISO 200 Sigma 150-500 @500mm f/9 1/500sec

Il soggetto inquadrato, caratterizzato da un bianco intenso, mi ha costretto a sottoesporre di due stop: questa tecnica è fondamentale in reflex digitali come la mia Canon EOS 1000d (sprovvista di esposizione spot) per evitare di bruciare informazioni preziose che mostrano in dettaglio il piumaggio del volatile. Impostare una focale di f9 mi ha invece consentito di godere di una maggiore nitidezza della lente, che in questo caso è stata impiegata alla massima estensione focale.

La velocità di scatto è stata invece di 1/500: sufficiente per immortalare il soggetto nell’atto di staccarsi dal suolo, non ha però evitato i problemi di mosso sulle ali, la parte con movimento più repentino.

Riuscire a catturare un Airone senza che il volatile si accorga della vostra presenza e non vi fissi con fare guardingo, non è cosa affatto semplice. Avere una postazione mimetizzata, possibilmente che garantisca anche un buon punto di osservazione serve parecchio: nel sud milanese, i canali di irrigazione delle risaie, impiegati nel periodo estivo consentono di percorrere parecchi tratti di campo al di fuori da sguardi indiscreti e sono un’ottima soluzione per avvicinarsi a questi diffidenti cicogniformi.

Canon EOS 1000d ISO 400 Sigma 150-500 @500mm f/9 1/400sec

Canon EOS 1000d ISO 400 Sigma 150-500 @500mm f/9 1/400sec

Lo scatto, di qualche settimana fa, mostra un Airone con il piumaggio ancora da accoppiamento: i colori sono molto più tendenti al blu rispetto alla normale colorazione. La scarsa luce, unita alla necessità di avere una buona nitidezza (lo scatto è infatti un crop) mi ha portato ad usare 400 ISO e scattare ad F9; come molti teleobbiettivi, infatti, anche il Sigma 150-500 che impiego tende a perdere un po’ di nitidezza alla massima focale. Lo stabilizzatore di immagine, che tengo sempre attivo, aiuta nell’ottenere scatti precisi e a prevenire il micromosso: grazie a questa funzione si può in alcuni casi, avendo un saldo appoggio e trovata una posizione stabile, andare contro la regola ferrea che indica come fondamentale il rapporto mm e tempo di esposizione. Qualora si scattasse a 400mm infatti, sarebbe consigliabile scattare a 1/400, a 300mm 1/300 e via dicendo.