Agora Gallery, che simpatici mattacchioni

Con questo post esulo un po’ dai soliti temi che affronto su queste pagine. Pochi giorni fa mi è arrivata una mail da tale Chiara Mortaroli. Il testo a seguire:

Gentile Gabriele Burgazzi,
Il mio nome e’ Chiara Mortaroli e sono un’ assistente di galleria presso l’ Agora Gallery a NYC. Vorrei avere un minuto del suo tempo per farci conoscere. Ho visitato il suo sito e sono stata colpita dal suo lavoro, la prego di farmi sapere se desidera ricevere piu’ informazioni riguardo Agora Gallery ed i nostri servizi promozionali ed espositivi.
Le auguro una buona giornata,
Cordiali Saluti
Chiara Mortaroli
Gallery Assistant/ Agora Gallery
http://www.agora-gallery.com/
Chiara@Agora-Gallery.com
Phone: 212.226.4151 ext 1005
Fax: 212.966.4380

No, non mi sto incensando pubblicando una e-mail in cui mi chiedono di esporre alcuni scatti. Non è proprio così. Già, perchè dopo aver guardato il sito di questa agora gallery, estremamente serio e professionale, ho deciso di rispondere alla simpatica Chiara. Già, perchè un’attenta analisi dei servizi offerti da questa “presunta” galleria d’arte mette in evidenza come sia necessario pagare una tassa annua per esporre le proprie creazioni. No, non una cifra simbolica, ma anche piuttosto pesante: stiamo parlando di 3450 dollari americani (al cambio attuale circa 2500 euro).

Insomma, un chiaro metodo per guadagnare alle spalle di chi della fotografia fa una passione o magari anche un mestiere, illudendoli con speranze. Quello che fa un po’ tristezza è vedere come questo meccanismo venga attuato anche da una galleria che, nonostante non abbia mai avuto modo di vedere da vicino, sembra presentarsi come seria e professionale. L’abito non fa il monaco, affatto.

Se mai dovessi ritornare a New York un giro a questa fantomatica Agora gallery lo metterò in programma, non tanto per guardare le opere, quanto per vedere quali facce hanno il coraggio di lavorare in un posto così triste.

6 thoughts on “Agora Gallery, che simpatici mattacchioni”

  1. I simpaticoni in questione hanno mandato la stessa mail anche a me! Gli risponderei con un’altrettanto simpatico francesismo, ma mi contengo 🙂
    Grazie per il tuo articolo!
    Pina.

  2. Anche a me è arrivata una e.mail simile dalla stessa persona.Io dipingo e solo da poco ho iniziato a esporre seriamente, ma un simile invito mi dà un po’ da pensare.Se hai scoperto qualcosa in più, me lo faresti sapere?

  3. Anch’io ho ricevuto questo simpatico messaggio, appena ho letto quella cifra sono caduto dalla sedia!
    É davvero triste in effetti, rivolgersi ad artisti emergenti pretendendo contributi annuali così proibitivi.
    Però chi lo sa, magari poi funziona e fa vendere un sacco di opere… mah!

  4. Ciao abbiamo ricevuto anke noi oggi una mail copia incolla e nell’occasione vorrei chiederci se qualcuno ha mai sentito parlare di Mariella Casile e Arting159 di Roberto Papini?? Grazie

  5. Mi chiamo Mario Messina.,alcuni mesi fa ho ricevuto una e-mail da Agora Gallery per partecipare alla “the 30th CHELSEA international fine art competition”.Avevo già sentito parlare “bene” di Agora Gallery ed ho ignorato il loro invito.Ho ricevuto la stessa e-mail altre 5 volte …e alla fine sono riusciti a fregarmi.Partercipo versando a mezzo Paypal 40,50 dollari USD,ricevo la conferma da paypal per il pagamento effettuato ma nessuna conferma di versamento da parte di Agora gallery,faccio passare qualche giorno e poi contatto la galleria inviando una e-mail all’indirizzo italiano.Dato che è la stessa galleria ad invitare i partercipanti al premio di contattarla nel caso in cui non si riceve conferma del versamento entro 24 ore. Nessuna risposta.Invio un’altra e-mail allo stesso indirizzo e all’indirizzo in inglese.Silenzio assoluto.Dopo qualche settimana,altre due e-mail ai rispettivi indirizzi .Pare che tutti i membri della A.G. abbiano perso ,la lingua,le orecchie e le dita delle mani.Qualche giorno fa ricevo (dopo circa 2 mesi),finalmente,la loro risposta. “Dear Mario Messina,…I’m sorry but your work was not selected by the panel of jurors…” E bravo ,Mario ci sei cascato ancora

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